A Sanremo sicurezza “made in Opicina”: della Infordata Sistemi i pass del festival

Mitja Petelin

La ditta triestina dell’ad Petelin, che già si occupa dello Juventus Stadium, gestirà gli accessi informatizzati all’Ariston e al Palafiori  

TRIESTE Da Opicina a Sanremo. Non stiamo parlando di un nuovo tentativo di record sulla distanza, bensì della presenza all’ormai imminente festival canoro anche di un pezzo della borgata carsica. Nella fattispecie la Infordata Sistemi, realtà nata più di venti anni fa proprio a Opicina e che al festival della canzone italiana si occuperà della gestione della sicurezza. Che sarà assolutamente informatizzata e riguarderà gli accessi di tutti gli operatori coinvolti nel backstage del festival, dagli operatori Rai, allo staff tecnico, passando per i giornalisti, gli steward, compresi naturalmente i cantanti in gara, gli artisti ospiti e i presentatori. Sia per l’Ariston che per il palafiori dove si terrà il Dopofestival.

Uno dei pass con microchip


La cifra totale si aggira attorno alle 18 mila persone: tanti sono gli operatori che lavorano alla realizzazione del festival della canzone italiana. Una vera e propria cittadella. A spiegarci come Infordata Sistemi si sia aggiudicata la gestione della sicurezza dell’Ariston è Mitja Petelin, amministratore delegato della società che dà lavoro a una trentina di persone fra collaboratori interni ed esterni. «La nostra azienda è tra i leader in Italia nella gestione informatica degli eventi – ci spiega Petelin – coordiniamo già da qualche anno la sicurezza dello Juventus Stadium, abbiamo lavorato negli anni per la Danieli e per la Fiera di Roma. Quattro anni fa ci siamo avvicinati alla Rai con la gestione degli eventi per la presentazione dei palinsesti pubblicitari. A Sanremo ci siamo arrivati vincendo un bando di gara pubblico che ci impegnerà nella gestione della sicurezza del Festival per tre anni».

Petelin ci mostra quelli che sono i badge per entrare nel backstage della manifestazione canora. Che a prima vista sembrano dei semplici cartoncini raffiguranti la foto del titolare e le aree d’accesso, ma guardandolo in controluce si scopre che si tratta di qualcosa di più di un semplice pezzo di carta. «Sembrano dei semplici pass cartacei – continua l’ad di Infordata – ma al loro interno è presente una sottilissima tessera intelligente contenente una fila di chip, collegati a un’applicazione che si chiama Meet Me, alla quale possono accedere solamente le persone incaricate di gestire gli accessi al Festival. Lo stesso teatro Ariston è suddiviso a sua volta in tante aree, sui cui varchi sono posizionate colonnine a lettore fisso. Grazie ai particolari chip presenti nel badge, gli stessi possono essere letti a lunga distanza in modo da non creare file o intoppi che potrebbero provocare ritardi indesiderati nel corso della gara canora».

E il badge di Amadeus? «L’abbiamo creato e ovviamente è già in suo possesso – precisa lo stesso Petelin – perché la macchina organizzativa del Festival si è messa in moto già subito dopo Natale, con la parte operativa caratterizzata dalla distribuzione degli accrediti e dei badge. Un impegno che ci ha costretto andare a Sanremo già svariate volte».

E una volta finito il Festival? «Tutto il materiale fornito loro è a noleggio – prosegue Petelin – pertanto una volta finita l’esperienza di Sanremo puntiamo ad ingrandirci e a trovare ancora nuove sfide». Che per l’Infordata Sistemi significa inserirsi in pianta stabile nel mercato europeo. «Qui in Italia siamo ormai leader nel settore, mentre la vicina Slovenia è un mercato molto piccolo, che gestiamo già, ma è costituito da tanti piccoli eventi. Il nostro obiettivo, perciò, è quello di farci conoscere di più in Europa, magari sfruttando gli eventi che organizzeremo per MasterCard».

Per tutto il resto, riprendendo il claim delle note carte di credito, c’è l’Infordata Sistemi. —


 

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