I ragazzi del liceo Oberdan preparano 15 mila pasti per i bimbi dei Paesi poveri

Una cinquantina di liceali ha aderito al progetto del Rotary Trieste “Rise against hunger” per combattere la fame e le disuguaglianze  

l’iniziativa



Hanno preparato 15 mila pasti in circa due ore per i giovani di un paese afflitto da sottosviluppo e malnutrizione. L’altro pomeriggio, nella palestra del liceo Oberdan, una cinquantina di studenti dell’istituto hanno partecipato all’iniziativa “Rise against hunger” organizzata dal Rotary Club Trieste. Una volta divisi in squadre, i giovani hanno formato una sorta di catena di montaggio e iniziato a combinare tra loro i vari ingredienti ovvero riso, soia, verdure disidratate, vitamine e sali minerali, per creare un pasto studiato per un adeguato apporto nutritivo giornaliero.

A individuare i destinatari dell’operazione di solidarietà sarà poi l’associazione internazionale “Rise Against Hunger”, che ha come primo obiettivo quello di combattere e sconfiggere la fame nel mondo. Gli aiuti alimentari saranno consegnati prevalentemente in ambito scolastico, in modo da contribuire a combattere le diseguaglianze, favorendo un avvicinamento all’istruzione per i bambini delle famiglie che versano in grave povertà.

«A me fa piacere aiutare qualcuno che ha bisogno. La scuola ci dà questa opportunità e quindi sono qua», ha affermato Giovanni, uno degli studenti che hanno partecipato. «Penso che possa aiutare delle persone che purtroppo hanno un contesto svantaggiato rispetto al nostro, dove avere un pasto caldo è più complesso», ha detto Enrico, che fa anche parte di una sezione giovanile del Rotary.

L’iniziativa ha chiuso una serie di incontri tenuti da Chiara Modricky, biologa nutrizionista che ha fatto ragionare gli studenti anche sui messaggi fuorvianti ai quali sono sottoposti, in una società che da un lato invita a raggiungere modelli di perfezione impossibili e dall’altro bombarda il consumatore con pressanti sollecitazioni per l’acquisto di cibi non sani e ipercalorici.

«Aldilà di fornire del cibo facilmente trasportabile e poco reperibile in paesi che hanno problemi – ha spiegato Modricky –, lo scopo dell’iniziativa è quello di distribuirlo nelle scuole. Ciò implicherà che la popolazione sarà incentivata a mandare i bambini a scuola, perché avrà una bocca in meno da sfamare a casa e potrà indurre una maggiore frequenza scolastica». «È un bel messaggio: una cosa fatta dagli studenti per i loro omologhi del terzo mondo», ha affermato Francesco Granbassi, il presidente del Rotary Club Trieste. «Iniziative come questa promuovono la consapevolezza dell’importanza di un corretto stile di vita e contemporaneamente focalizzano l’attenzione dei giovani sui bisogni dell’altro», ha commentato la preside dell’Oberdan Maria Cristina Rocco. –



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