Telecamere nelle scuole, installati alla Pollitzer i primi diciotto “occhi”

Il piano videosorveglianza  debutta nella scuola materna teatro a maggio scorso di episodi di maltrattamenti Già selezionati altri 9 istituti

Installate 18 telecamere dentro la scuola dell'infanzia Pollitzer



«Trieste è la prima città in Italia a dotarsi di sistemi di videosorveglianza in una scuola dell’infanzia pubblica». Lo hanno ricordato ieri mattina l’assessore comunale all’Educazione Angela Brandi e il vicesindaco Paolo Polidori intervenendo alla scuola dell’infanzia Pollitzer teatro, a maggio scorso, di episodi di maltrattamento da parte di tre insegnanti attualmente sotto processo. In quella stessa scuola ieri sono state installate 18 telecamere all’interno e all’esterno dello storico edificio di via dell’Istria. Costo dell’operazione 40 mila euro tutti da fondi comunali.



In futuro l’amministrazione punta a rafforzare la vigilanza anche in altre strutture pubbliche, sfruttando i 500 mila euro già stanziati dalla Regione di cui, 400 mila euro destinati alle scuole dell’infanzia e 100 mila alle case di riposo per anziani. «L’obiettivo - ha dichiarato Brandi - è quello di dotare di un sistema di videosorveglianza altre nove scuole d’infanzia e alcuni asili nido». Ecco le scuole che dovrebbero, nel corso dell'anno, essere interessate dalla novità: Semidimela, La Nuvola, Luna Allegra, La Mongolfiera, Don Scialvien, Lo Scarabocchio, La Filastrocca, Scuola del Sole e La Barchetta. Novità che, come specificato dalla titolare dell'assessorato alla scuola, è figlia di un «iter lungo e complicato perché non esistevano precedenti in materia. Abbiamo consultato la commissione preposta, i sindacati e l’ispettorato del lavoro procedendo con le dovute precauzioni per la sicurezza e la tutela dei bambini, degli educatori e di tutto il personale».



Nessun timore per quanto riguarda la privacy. Per quel che concerne la questione delle immagini video e della loro gestione e visibilità Brandi ha assicurato che «non potranno essere visionate da nessuno in quanto il codice d’accesso unico è stato consegnato al Procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni».

Inevitabile il commento sulla scelta della scuola oggetto del grave episodio: «Ho deciso - ha rimarcato Brandi - di partire da questa scuola perché vorrei che il triste ricordo dei maltrattamenti non oscuri quanto di prezioso fatto da una scuola con oltre 120 anni di storia e che può contare su tante, preziose professionalità al suo interno». —


 

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