Miramare assume ufficialmente la regia dei musei statali del Fvg

Andreina Contessa, direttrice del Museo di Miramare. Foto Bruni

La maxi direzione sarà operativa dal 5 febbraio

TRIESTE L’ombra di Miramare si allunga sul Friuli Venezia Giulia. Dal 5 febbraio Andreina Contessa, direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare, diventa direttore di tutti i musei statali del Friuli Venezia Giulia: il Museo archeologico nazionale e la cripta degli scavi della Basilica di Aquileia, il Museo paleocristiano di Aquileia, il Museo archeologico nazionale di Cividale e il futuro Museo nazionale di archeologia subacquea di Grado. Ora è ufficiale. Il 22 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm “Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo” voluto dal ministro alla Cultura Dario Franceschini. Il provvedimento, che entrerà in vigore il 5 febbraio, riorganizza il ministero correggendo i decreti attuati emessi in pieno agosto dall’ex ministro Alberto Bonisoli che cancellavano l’autonomia di diversi musei nazionali attraverso una serie di accorpamenti.



Il modello Friuli Venezia Giulia varrà anche per Liguria, Marche e Umbria dove la funzione di direttore regionale musei sarà svolta, rispettivamente, dal direttore del Palazzo Reale di Genova, dal direttore della Galleria Nazionale delle Marche e dal direttore della Galleria Nazionale dell'Umbria. Con l’entrata in scena di Miramare sparisce il polo museale del Friuli Venezia Giulia che era gestito dal direttore Luca Caburlotto.

La direttrice di Miramare è entusiasta e ottimista, per nulla spaventata dal carico di lavoro che l’aspetta. «É una conferma di quanto era stabilito - dichiara Contessa -. Non conosco ancora i dettagli del nuovo incarico e i relativi impegni. Resto però convinta che Miramare può fare da traino turistico per tutti gli altri siti. In parte lo sta già facendo come dimostra l’apertura al Castello dell’infopoint di PromoTurismoFvg . Come mi sto impegnando su Miramare, mi impegnerò in eguale misura sugli altri musei. É l’occasione per fare rete, una sinergia che potrà avere delle ricadute positive per tutti. E non solo per i musei statali».

Resta aperta la questione di Aquileia. Il Museo archeologico nazionale e la cripta degli scavi della Basilica di Aquileia e il Museo paleocristiano di Aquileia, secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regione del febbraio 2018 (firmatari il ministro Franceschini e la presidente della Regione Debora Serracchiani), devono passare alla Fondazione Aquileia, che già gestisce le aree archeologiche.

La Fondazione, presieduta da Antonio Zanardi Landi, continua a rivendicarlo. E pure la Regione. «Fatto il lavoro burocratico, affrontiamo ora un passaggio che non è certo in discussione, in base alla convenzione che fu firmata proprio con Franceschini ministro, nel 2018: e non credo che possa rimangiarsela», dichiarava a dicembre l’assessore regionale alla Cultura Tiziana Gibelli. Solo che il passaggio non è mai stato formalizzato e quindi non è mai avvenuto. Il 2020 di Aquileia inizia così con un interregno di Miramare. Un governo provvisorio che potrebbe, come spesso capita in Italia, durare a lungo. —


 

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