Gabrielli sul morto al Cpr: «Offensivo evocare Cucchi»

La polizia davanti al Cpr e Vakhtang Enukidze

Il capo della Polizia difende le forze dell’ordine accusate di violenze. Fedriga: «Noi stiamo dalla parte degli agenti»

GRADISCA Parla di «paragone offensivo» e di «affermazioni gravissime». Si dice «basito». Chiede «rispetto». Il capo della Polizia Franco Gabrielli, rispondendo, a margine di un convegno sulla sicurezza a Pordenone, a una domanda sul possibile confronto tra la morte del cittadino georgiano Vakhtang Enukidze, detenuto nel Cpr di Gradisca, e il caso Cucchi, respinge con fermezza l’accostamento.



A sostenere che Enukidze «sarebbe stato ammazzato di botte dalle guardie» era stata nei giorni scorsi la rete “No Cpr e no frontiere Fvg”, mentre a evocare Stefano Cucchi, il giovane romano morto, secondo quando accertato dalla prima Corte d’Assise di Roma, in conseguenza del pestaggio subito da alcuni carabinieri nella caserma della Compagnia Casilina, ci aveva pensato il deputato Riccardo Magi, in una conferenza stampa alla Camera. L’esponente radicale ha riferito di avere ascoltato da alcuni ospiti del centro una ricostruzione dei fatti che vedrebbe una decina di agenti intenti a colpire ripetutamente il detenuto. Se confermata, ha sintetizzato Magi, si potrebbe trattare di un «nuovo caso Cucchi». Lo Stato risponde con Gabrielli, ieri in regione.



«Fare parallelismi a dir poco arditi di una vicenda che non è stata ancora definita con vicende per la quale sono stati impegnati anni e processi, lo trovo assolutamente offensivo», è la premessa del capo della Polizia. Duro nello smontare processi anticipati: «In queste ore ci sono state delle affermazioni gravissime: dire che questa persona è morta per le percosse subite quando c'è un'indagine in corso e deve ancora essere effettuata l'autopsia è a dir poco ardito. Credo che in questo Paese ci voglia un po’ più di rispetto». Un’ultima considerazione anche in riferimento al gesto del leader della Lega Matteo Salvini di citofonare a una famiglia tunisina. «Stigmatizzo sia quelli che fanno giustizia porta a porta sia quelli che accusano la Polizia in maniera indiscriminata - dice Gabrielli -. Come mi preoccupano i postulati per cui gli stranieri sono tutti spacciatori e tutti coloro che professano la religione islamica terroristi, stigmatizzo chi parte dal presupposto che i poliziotti siano tutti picchiatori».



Parole «sacrosante», le definisce Valter Mazzetti, segretario del Fsp Polizia di Stato. Dalla parte degli agenti anche Massimiliano Fedriga: «Se c’è qualcuno che si diverte a fare accuse a casaccio alle forze dell’ordine noi diciamo con chiarezza che stiamo dallo loro parte e le ringraziamo per quello che fanno». Al governatore, che oggi presenterà richiesta di incontro con il ministro dell’Interno Lamorgese sul presidio dei confini e che conferma di voler chiedere altri Cpr in Fvg, ribatte il segretario del Pd Cristiano Shaurli: «È falso e da irresponsabili far credere che tutti i migranti finiranno nei Cpr, ed è pure illegale. Fedriga vuole piazzare un vulcano in ogni capoluogo, e ha la faccia tosta di chiamarlo sicurezza».

«Con le sue dichiarazioni - replicano a distanza il consiglieri regionali leghisti Diego Bernardis e Antonio Calligaris - Shaurli confermato che il Pd è sempre dalla parte dei clandestini». —


 

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