Superlavoro dei pompieri fra terra e mare. «I rinforzi arrivati non bastano»

L'esercitazione dei vigili del fuoco a Portorosega (Bonaventura)

Il monito del comandante Granata: «Il territorio non è così tranquillo come si potrebbe pensare». Il nodo dei trasferimenti in Friuli

MONFALCONE Svolgono un’attività “trasversale” sul territorio isontino, tra interventi e soccorsi da terra e nelle acque interne. Presidiano anche l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, l’ambito portuale e la laguna. Ma all’appello nel rapporto tra operativi effettivi e l’organico “sulla carta” mancano 41 unità. È il dato in ordine al 2019, che a fronte dell’implementazione di 11 vigili del fuoco e per contro 6 trasferimenti in altre sedi, consegna un aumento netto di 5 unità. Il comandante del Corpo, Alessandro Granata, lo riconosce: «Siamo molto al di sotto rispetto all’organico di riferimento. Abbiamo comunque garantito la copertura sul territorio isontino, che non è poi così tranquillo come si possa pensare. Gli interventi effettuati lo scorso anno sono stati complessivamente 3.762, in linea con il 2018».



Veniamo ai numeri. Il personale afferente al Comando provinciale è composto da 213 unità, 201 uomini e 12 donne. I vigili del fuoco impegnati nel soccorso sono 183, mentre 30 svolgono supporto amministrativo e logistico. Il fabbisogno degli operativi sul territorio sarebbe di 224 unità. Da qui, dunque, lo scarto dei 41 pompieri mancanti. In particolare, nella sede centrale di Gorizia gli uomini del soccorso sono 84 rispetto ai 100 previsti. Anche nel Distaccamento di Monfalcone, deputato al Basso Isontino e che copre un’area da Sistiana fino a Grado, sono 16 le unità in saldo negativo, a fronte di 40 vigili del fuoco effettivi. E allo scalo ronchese parliamo di 59 uomini rispetto ai 68 previsti (-9).



Il comandante Granata osserva: «Gli ultimi vigili del fuoco arrivati riescono appena a compensare i trasferimenti che sono nel frattempo intervenuti. Il Comando da stanziale è diventato di passaggio. È frutto di una migrazione interna al Friuli Venezia Giulia, piuttosto che di spostamenti verso il Sud o il Centro Italia. La maggior parte di quanti richiedono il trasferimento sceglie l’area friulana o il pordenonese». Per ogni vigile del fuoco deputato al soccorso, ci sono almeno due addetti impiegati nelle procedure tecnico operative (preparazione di automezzi e rifornimenti di carburante, predisposizione delle attrezzature). Stretto è pure il margine relativo al personale amministrativo. A breve inoltre al Comando rimarrà un solo funzionario, con l’entrata in quiescenza del collega, che non sarà sostituito.

Se il cuore del servizio è rappresentato dagli interventi di soccorso, si affiancano attività connesse come l’opera di prevenzione antiincendi, il controllo sul territorio, le verifiche di legge sui luoghi di lavoro e a impianti (Dpr 151 del 2011), nonché l’attività di polizia giudiziaria, comprendendo le indagini delegate dalla Procura. Uno spettro variegato di mansioni, concentrato sulla tempestività propria dell’emergenza, assumendo anche il ruolo di “sentinella” del territorio. «La provincia isontina – spiega Granata – non è piccola ed è caratterizzata da innumerevoli realtà produttive, eccellenze come Fincantieri e il suo indotto, il settore vitivinicolo e agricolo, oltre alla presenza di qualche industria chimica e della plastica». L’operatività nell’area portuale si interfaccia con l’attività della Capitaneria di Porto che presiede gli interventi a mare. Ai vigili del fuoco spetta quindi la competenza nelle acque interne, i fiumi e la laguna. Nell’ambito dell’attività antincendio ricopre un ruolo importante la sinergia con i Vigili del fuoco sloveni, sottolinea Granata.

Quindi aggiunge: «La maggiore preoccupazione è relativa agli interventi su Grado. Un intervento sull’Isola significa la scopertura dell’area monfalconese. Rimaniamo comunque disponibili all’apertura del distaccamento estivo, per il quale vengono affiancati i supporti finanziari del Comune e della Regione» (60 mila euro nel 2019, ndr). Quanto alla sede fissa dice: «Sono arrivato lo scorso maggio al comando di Gorizia, è un’annosa problematica la sede permanente, che sarebbe auspicabile». Il comandante guarda ad un distaccamento volontario: «Siamo aperti alle iscrizioni di nuovi volontari tra i giovani gradesi che vogliano vestire la divisa dei Vigili del fuoco».—




 

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