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Il dietrofront Morgan: ci ripensa e non vende più i ristoranti

Luca Morgan fotografato da Francesco Bruni

Lo chef aveva minacciato  di lasciare l’Italia in polemica con la burocrazia. «Ma l’affetto  dei clienti mi ha fatto cambiare idea»

TRIESTE Lo chef Luca Morgan, a inizio dicembre, voleva chiudere con l’Italia e la sua complessa burocrazia, vendere i quattro ristoranti di via del Pane e trasferirsi forse all’estero. Ora il dietro front in stile coup de théâtre: niente liquidazione, nessuna fuga, Morgan rimane in città. Così il gruppo cinese attivo sulla piazza romana, che si era fatto avanti per acquistare tutti i suoi locali del valore di un milione di euro, ha ricevuto il due di picche.



Ma come si spiega la retromarcia del patron della Chimera di Bacco, di Chimerina, Angolo di Morgan ed Extra Bacco? È una questione di “cuore”. «Ho ricevuto numerose testimonianze di affetto che mi hanno fatto riflettere - spiega lo chef .. Qualcuno mi conosce per i pranzi o cene di lavoro, c’è chi ha consegnato l’anello di fidanzamento all’attuale moglie durante una cena da noi, altri sono “vicini di casa” che apprezzano quanto facciamo per il decoro della zona… Tutti mi hanno chiesto di rivedere la mia posizione. Mi sono quindi reso conto del ruolo sociale della mia attività e di quanto quest'ultima trascenda gli aspetti puramente economici».

Le dimostrazioni di affetto di molti suoi clienti, tra cui compaiono nomi importanti dell’imprenditoria locale e non solo, lo hanno dunque convinto e gli hanno dato energia. «Tanto che - aggiunge - ho anche rivisitato i menù: piatti un po’ più semplici ma sempre di qualità». Tra gli affezionati anche Zeno d’Agostino, il presidente dell’Autorità portuale, che lo stesso giorno in cui si era sparsa la notizia dell’addio, gli aveva mandato quasi all’alba un messaggio di questo tenore: “Non te ne andare, sei parte integrante del meccanismo cittadino”.



Quello di Morgan è una retromarcia meditata nell’ultimo periodo e attuata, assicura il diretto interessato, nonostante siano pervenute anche altre proposte di compravendita dopo quella cinese. Via Facebook, su Messanger, racconta infatti sempre Morgan, tre privati non triestini lo hanno contattato perché disposti a rilevare separatamente tre locali. Ma anche a loro alla fine lo chef ha detto “no, grazie”. Nonostante la rabbia più volte sbandierata contro l’italica burocrazia e contro un certo di rigore della magistratura. La stessa che, a seguito di un esposto presentato da alcuni residenti di via delle Beccherie, nei mesi scorsi aveva disposto il sequestro del torrino di aspirazione nel ristorante Extra Bacco, dopo che le rilevazioni acustiche svolte dall’Arpa avevano registrato livelli di rumore “fuori soglia”. Risultato: Morgan aveva chiuso per circa tre settimane il locale perché altrimenti avrebbe dovuto servire solo piatti freddi. Anche se, sottolineava lo chef, «la legge ha fatto il proprio dovere, non mi oppongo a questo».

Ora, nonostante una sanzione amministrativa da di duemila euro e l’attesa per un procedimento penale, Morgan la prende un po' più a cuor leggero. E sorride pure: «Una delle persone - dice - che mi ha denunciato per i rumori fuori soglia, ha chiamato disperata un’amica perché aveva saputo che via del Pane sarebbe diventato un angolo etnico». E così ha avuto la sua rivincita. —


 

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