L’obiettivo 2020 di Acegas: la differenziata fino al 50%

I dati della raccolta differenziata a Trieste. Nel 2019 è stata raggiunta una quota di differenziata pari al 47% del totale di verde, carta, organico, legno, metallo, plastica, ferro, vetro.

Raccolta dei rifiuti: la priorità indicata dal direttore generale Gasparetto. E la società è pronta a investire a Trieste 35 milioni su acqua, gas ed elettricità

TRIESTE. AcegasApsAmga vuole chiudere l’annata 2020 a Trieste portando la raccolta differenziata dei rifiuti al 50% del totale. All’utility, controllata dal gruppo multiregionale Hera, manca solo un attaccatura per sfondare il muro della metà, perché il 2019 ha già segnato quota 47% a 44.000 tonnellate su 98.000. Pro-capite, significa salire a 214 kg/anno prodotti da ogni cittadino. «Trieste è cambiata - commenta Roberto Gasparetto, direttore generale della società -: quando siamo arrivati nel 2013 era una città dominata dalla logica dello smaltimento, dopo sette anni sono cresciuti mentalità, cultura, risultati del recupero».

Gasparetto prende una mappa che illustra il ciclo della differenziata: «Il recupero, oltre a buoni motivi ambientali, diffonde opportunità di lavoro e di intrapresa». L’economia circolare, attivata da Hera e dalla controllata nordorientale nell’Italia centro-settentrionale, elenca 18 impianti di prima destinazione, 84 di recupero finale, 8 mila dipendenti, 3,3 miliardi di fatturato.


Anche l’imprenditoria del territorio partecipa al business: Verde Noghere (verde), Logica (legno, metallo, plastica, vetro, pneumatici, inerti), Metfer (ferro), Calcina (carta, plastica), Bioman (umido), Fenice (bombole, vernici), Querciambiente (toner, abiti).

Ma non è l’unica notizia con cui Gasparetto vuole inaugurare la stagione. Solo su Trieste, AcegasApsAmga impiegherà 35 milioni, un terzo della programmazione globale, per effettuare investimenti: capoclassifica con il 25% è il comparto idrico, seguono gas ed elettricità con un 20% cadauno, il 35% è spalmato sugli altri settori. L’intera azienda occupa 1800 persone. A Trieste sotto l’holding Hera lavorano quasi 800 addetti nelle controllate AcegasApsAmga, Ase, Hera Luce, Hestambiente, Heratech, Estenergy.

E il direttore generale non smentisce le voci sul possibile impegno di AcegasApsAmga a supporto della dismissione dell’area a caldo in Ferriera: «Se vi fossero esuberi in coincidenza con nostre esigenze operative, non avremmo problemi ad assorbire personale. Non sarebbe la prima volta, è già successo a Gorizia in seguito alla dismissione della centrale elettro-termica».

In linea di massima, il 2020 insisterà nel rinnovo tecnologico e infrastrutturale avviato in questi anni. Attenzione sempre alta sull’idrico, dove le perdite sono scese dal 40 al 30%. Saranno inseriti 5000 contatori tele-letti nelle aziende e altri 1000 nei nuclei familiari. Sotto la lente la condotta sottomarina, dove, d’accordo con l’Università di Perugia, vengono eseguite prove con aria compressa per verificare i punti sensibili dell’infrastruttura.

Il fronte gas avrà quattro cantieri aperti (anche in senso letterale): Gasparetto non esclude che il Comune lanci la gara da tempo attesa (300 milioni per 12 anni), avanti con l’inserimento di tubi di ghisa grigia e con il risanamento degli allacciamenti condominiali, montati 25.000 nuovi contatori tra aprile e luglio. Si procederà inoltre con una campionatura di contatori “nexmeter” dotati di dispositivi protettivi nel caso di eventi sismici o di sensibili scarti di consumi rispetto allo “storico”. 

 

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