L’inverno latita, fioriture mai così precoci Vivaisti e orticoltori spiazzati dalla natura

Il monito degli esperti: se arriva il gelo, le piante muoiono. E i lavori tipici della stagione rischiano di rivelarsi inutili 

il fenomeno



La natura è in tilt. Anche nella nostra provincia ci imbattiamo in mimose già fiorite, o fragole già spuntate. C’è chi in questi giorni passeggiando in Val Rosandra ha notato ad esempio che la crescita delle piante dei bruscandoli è in fase avanzata. Le temperature molto più elevate della media e l’inverno che, di fatto, tarda ad arrivare stanno provocando una certa confusione anche tra le piante.

Molti triestini stanno constatando che sulle loro terrazze, nei loro giardini, e ovviamente pure negli orti, è come se fossimo a marzo inoltrato, in certi casi già ad aprile. Pure dai gerani iniziano a spuntare le foglie nuove, e le piante aromatiche sono ancora vigorosissime. «Anche l’Hypericum Hydcote o la Cydonia stanno fiorendo», riferisce Luciano Marcon, titolare del vivaio Garden Service Miramare: «Una situazione che potrebbe creare problemi alla pianta perché se è in vegetazione, con l’arrivo del freddo, può ghiacciarsi. E se le temperature dovessero abbassarsi molto, soccombere».

Pure nell’azienda agricola biologica Aluna di via Giannelli notano queste anomalie. «A livello climatico è come se stessimo assistendo a un prolungamento dell’autunno e non a un inizio dell’inverno», riferisce Gianni Zubalic, che con la sua famiglia conduce l’azienda da oltre 20 anni: «Ora per avere una sferzata invernale, da quanto sento, dovremmo attendere la fine di febbraio, forse marzo. Noi ora non possiamo lavorare attivamente, siamo in attesa di un’evoluzione meteo per iniziare con quelli che sono gli ordinari lavori invernali come l’aratura, la concimazione, le potature e la pulitura di scarti, gambi e radici che restano nei campi dopo la fase della raccolta».

Questa preparazione dei terreni per la primavera, dunque, è rimandata, «altrimenti – spiega Zubalic – c’è il rischio di trovarsi come lo scorso anno quando, in fase di germogliamento o post semina, è arrivata una sferzata di gelo che ha rovinato tutto. Le piantine che vediamo già germogliare sono sterili, la pianta però conserva una “riserva di energie” e in primavera avrà un altro ciclo di fioritura, ovviamente non senza una dose di stress».

A nulla vale la programmazione degli orticoltori e dei vivaisti di fronte a questa natura sconvolta, con il rischio che un improvviso abbassamento delle temperature abbia un effetto disastroso sulle piante in fiore, con una ricaduta negativa anche per la raccolta di frutti e ortaggi. «Non è più come un tempo», ammette Zubalic: «Ormai è impossibile fare una programmazione, si vive alla giornata, si valuta giorno per giorno l’andamento meteo per decidere come procedere. Per aprire una campagna agricola c’è un investimento economico non indifferente, non si deve sbagliare». E se la produzione è bassa, nella filiera che porta il prodotto al consumatore qualcuno può approfittare alzando i prezzi.—



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