Ascensore rotto da Capodanno, condomini dell’Ater inviperiti

È fermo da due settimane dopo che un residente era rimasto imprigionato. L’azienda sollecita la ditta di manutenzione: «Non c’è il pezzo di ricambio»

CORMONS. Ascensore guasto da due settimane e per le famiglie del condominio Ater di via Resistenza, che conta su sei piani, questo inizio 2020 si trasforma in un incubo. Sono significativi i disagi causati dal non funzionamento di un ascensore soprattutto per i residenti anziani che abitano nei piani alti della struttura: il mezzo è fuori uso dallo scorso 1° gennaio quando si è fermato improvvisamente, imprigionando una persona all’interno, tanto che è stato necessario richiedere l’intervento dei Vigili del fuoco per liberarla.

E nonostante le sollecitazioni, gli inquilini non hanno ancora ottenuto la riparazione, costringendo così i residenti a sfacchinate non da poco per raggiungere il proprio appartamento. Un problema, come detto, soprattutto per gli anziani, che non sono pochi nell’edificio. E la pazienza sta per finire dopo aver contattato per ora senza risultati sia la stessa Ater, sia la ditta responsabile della manutenzione dell’ascensore.

«Si tratta di un palazzo di sei piani, abitato per la maggior parte da persone di una certa età, compresi i miei genitori, – sottolinea la figlia di una coppia residente nel condominio – alcune con problemi di salute. A nulla sono servite sinora telefonate e proteste sia alla ditta di ascensori, sia all’Ater: tutto ignorato, rimandato, posticipato, con calma. Ma sono quindici giorni che queste persone fanno su e giù a piedi con la spesa o altri pesi in mano. È una vergogna, quanto tempo ancora deve passare affinché un inquilino possa disporre di un mezzo assolutamente necessario?».

E ancora: «Dicono che il pezzo che serve per accomodare l’ascensore arriverà venerdì perché proveniente dalla Svizzera: non so che dire, naturalmente poi bisognerà installarlo e quindi arriverà lunedì». L’esasperazione di molti è alta. Alcuni degli inquilini sono proprietari degli appartamenti in cui risiedono, ma gli altri sono in mano all’Ater: «La sede – è il grido di protesta di chi non ce la fa più – è stata più volte chiamata, spesso senza ricevere risposta. Non mi pare una cosa normale: capiamo ci siano state le feste di mezzo, ma non sono ammessi questi ritardi per una necessità vitale in un condominio di sei piani».

A fornire delle risposte la funzionaria dell’Ater, l’ingegner Alessandra Gargiulo: «Siamo a conoscenza del problema, purtroppo però più di stare con il fiato sul collo alla ditta responsabile della manutenzione non possiamo fare». E aggiunge: «Abbiamo sollecitato più volte in questi giorni una risoluzione rapida del disguido, che è stato però causato purtroppo – spiega ancora Gargiulo in merito allo stabile di via Resistenza – da una scheda andata fuori uso. E per cambiarla serve un pezzo che ormai le aziende non tengono più, e devono ordinarlo così alla casa madre: per questo le tempistiche si allungano. Comprendiamo il disagio vissuto dagli inquilini del condominio, ma entro pochi giorni il problema dovrebbe essere finalmente risolto». 


 

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