Vienna offre all’Ue di mediare con il Gruppo di Višegrad

L’incontro del cancelliere austriaco Sebastian Kurz con Ursula von der Leyen. rtvslo.si

Con la nuova coalizione verde-turchese il cancelliere Kurz cambia posizione nei rapporti con Bruxelles. L’Austria come Paese ponte con la realtà dell’Est

VIENNA Nuova coalizione di governo, nuovo stile in Europa. Il premier austriaco Sebastian Kurz cambia pelle e si presenta al cospetto del presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in una veste nuova, quella di mediatore tra i Paesi sovranisti del cosiddetto Gruppo di Višegrad e l’Unione europea.

La cosa più importante, ha detto Kurz, è che le prospettive odierne sono «molto più ottimistiche» rispetto alla sua prima visita a Bruxelles in veste di cancelliere alla fine del 2017, quando l'Ue è stata scossa dalle questioni della Brexit, dalle conseguenze di una politica migratoria sbagliata, dalle tensioni con la Russia e, soprattutto, dai disaccordi tra membri dell’Europa occidentale ed orientale. Secondo Kurz, questo divario tra Occidente e Oriente persiste e quindi ha deciso di partecipare al vertice del Gruppo di Višegrad, che è composto da Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia, spesso molto critiche nei confronti delle politiche espresse dall’Unione europea.

E lo farà a seguito di un accordo con il presidente della Commissione Ue, von der Leyen giovedì prossimo. L’Austria, è il Kurz pensiero, come «il Paese nel cuore dell’Ue» con la partecipazione al prossimo incontro a Praga del Gruppo di Višegrad intende svolgere un ruolo di mediazione o di «funzione ponte» tra la parte occidentale e orientale dell’Unione europea. Kurz ha aggiunto che 30 anni dopo la caduta della cortina di ferro si dovrebbero ridurre le differenze tra le parti del vecchio continente.

Von der Leyen ha anche citato la «credibilità» austriaca su questioni quali la politica dell’immigrazione e la lotta ai cambiamenti climatici, che sono tra i fattori più divergenti tra i Paesi occidentali e orientali.

Pertanto, a suo avviso, è positivo che l'Austria rimanga in stretta comunicazione con i Paesi di Višegrad. Il presidente della Commissione Ue ha anche elogiato il programma presentato dalla nuova coalizione di governo verde-turchese la scorsa settimana. A suo avviso, questo potrebbe essere un esempio in Europa per quanto riguarda l'equilibrio di genere, l'importanza delle politiche ambientali e climatiche e l'approccio alla migrazione. Su questi temi, ha affermato von der Leyen, la commissione vuole proporre un concetto legislativo praticabile che possa essere accettabile per tutti i membri entro la fine del primo trimestre 2019. Von der Leyen conta sul sostegno di Vienna alla riforma della legislazione in materia di asilo, i cosiddetti regolamenti di Dublino, in cui motivo di blocco della discussione è soprattutto il meccanismo per la distribuzione dei richiedenti asilo. «Abbiamo bisogno del vostro sostegno in questo», ha detto a Kurz, indicando «l'alto livello di credibilità» dell'Austria in questo settore. Il cancelliere austriaco ha risposto che Vienna sostiene di proteggere efficacemente le frontiere esterne della Ue, che vede come cruciale per il normale funzionamento dello spazio Schengen e una lotta decisa contro l'immigrazione clandestina.

Kurz e Von der Leyen hanno anche concordato sulla necessità di una prospettiva europea per i Paesi dei Balcani occidentali. Kurz ha definito come inaccettabile che, a causa delle riserve della Francia, la Macedonia del Nord sia rimasta senza una prospettiva di adesione all'Unione europea.

Il cancelliere austriaco ha incontrato anche il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit, Michel Barnier per fare il punto su quali sono i preparativi per il ritiro del Regno Unito dall’Unione europea alla fine di gennaio e sui difficili negoziati relativi alle future relazioni tra le due parti.

Kurz, quindi, archivia immediatamente le posizioni anti-europeiste del suo ex partner di governo, ossia i sovranisti della Fpö, per sfoderare una nuova strategia di Vienna nello scacchiere europeo, rispolverando, alla fin fine, quel voler essere punto di contatto tra Ovest ed Est come lo è già stata ai tempi della Guerra fredda. A quell’epoca fronteggiò il Muro. Oggi saprà come agire verso i nuovi “muretti”. —


 

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