Ex Jugoslavia, polmone nero che inquina l’Europa intera

Un esempio di centrale termoelettriche estremamente inquinante nell’area della ex Jugoslavia

L’Ue ha perso 600 mila giornate lavorative all’anno e 5,9 miliardi di euro in cure a causa dell’aria proveniente da Est. Nessun miglioramento registrato di recente

Belgrado. Nel cuore dell’Europa pulsa un polmone nero che dalle narici sprigiona ogni sorta di emissioni inquinanti che poi si disperdono sull’intero continente. E i dati scientifici che lo confermano rischiano di scoraggiare la pur indomita Greta nella sua battaglia per il clima. Stiamo parlando dei Balcani con particolare focalizzazione sulla ex Jugoslavia. Un esempio? Giovedì scorso è stata una giornata soleggiata su tutta l’area in questione, ebbene i dati della qualità dell'aria nel corso di quelle 24 ore parlano chiaro: Sarajevo era la seconda città più inquinata del mondo (dietro Bishkek in Kirghizistan), Skopje era ottava, Belgrado era nona. Lubiana è stata moderatamente inquinata classificandosi al 50mo posto.

Tale inquinamento atmosferico ha un effetto catastrofico sulla salute umana, come avverte l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondo i suoi dati, il più alto tasso di decessi prematuri a causa dell'inquinamento atmosferico nei Balcani e in Europa è registrato in Macedonia del Nord, dove 82.000 su 100.000 persone muoiono prematuramente a causa dell'aria che respirano. È seguita da Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia. Questi dati indicano che per l'inquinamento atmosferico, per il quale sono disponibili gli ultimi dati relativi al 2016, 4.388 persone sono morte prematuramente in Serbia, 2.793 in Bosnia-Erzegovina, 1.702 in Macedonia del Nord e 489 in Montenegro. E non è tutto.


L'ultimo rapporto dell'Alleanza per la salute e l'ambiente (Heal) mostra che una stretta contiguità geografica all'inquinamento influisce anche sulla salute umana nell'Unione europea, dove nel 2016 ci sono stati 2.013 decessi prematuri a causa dell'inquinamento atmosferico. L'Ue ha perso 600.000 giorni lavorativi all'anno e 5,9 miliardi di euro di cure mediche a causa dell'aria proveniente dai Balcani. I Paesi dei Balcani occidentali hanno 3,65 miliardi di euro di costi per il trattamento dell'inquinamento atmosferico, calcolata da Heal. Un importante inquinatore nei Balcani occidentali è costituito da 16 centrali termoelettriche obsolete, avverte Heal nel suo ultimo rapporto. Questo è simile ai rapporti degli anni precedenti, a conferma che la situazione non sta migliorando. Queste 16 centrali termoelettriche emettono la stessa quantità di anidride solforosa di tutte le 250 centrali termiche nell'Ue.

La centrale termoelettrica di Ugljevik in Bosnia-Erzegovina emette tanto anidride solforosa quanto tutte le centrali termoelettriche tedesche messe insieme. Naturalmente, anche le centrali termoelettriche europee non sono “innocenti”, ma tra le dieci più inquinanti in Europa, otto sono dislocate nei Paesi dei Balcani occidentali, una in Polonia e una in Bulgaria.

«L'inquinamento atmosferico non conosce confini ed è ancora un assassino invisibile in Europa. La grande quantità di inquinamento dei Balcani occidentali arriva nell'Ue e contribuisce alla già scarsa qualità dell'aria nei Paesi occidentali, rendendo particolarmente difficile il rispetto degli standard di qualità dell'aria dell'Ue. È giunto il momento per i responsabili politici europei di intensificare gli sforzi per la purificazione dell'aria e la decarbonizzazione nell'Europa sudorientale», ha affermato al Delo di Lubiana Vladka Matković Pulji, autrice principale del rapporto Heal. Secondo la meteorologa Olgica Lazić di Belgrado, il movimento delle masse d'aria dipende dalla pressione. «Quando si crea un'alta pressione aerea su Romania e Ungheria, le masse d'aria iniziano a spostarsi da sud-est a nord-ovest, cioè sopra la Serbia verso l'Ungheria, forse più lontano verso l'Austria, ma non raggiungono affatto la Germania. In tali condizioni, il košava soffia sulla regione del Danubio e sulla Serbia l’aria è pulita, è inquinata invece in assenza di vento», ha spiegato Lazić.

E l'aria sui Balcani non migliorerà in futuro, secondo il rapporto di Heal. La regione ospita anche grandi riserve di carbone, motivo per cui i governi di quei Paesi sono favorevoli ai prestiti di Pechino per l'acquisto di centrali termiche cinesi e contano di acquisire sei GW di capacità aggiuntiva (inquinante) entro il 2030. —


 

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