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Aeroporto nell’incertezza, Pipistrel arretra e rinuncia ai 310 mila euro della Cciaa Vg

L'interno dello stabilimento Pipistrel aperto da tempo con il proprietario Ivo Boscarol

La sovvenzione contribuiva alla realizzazione del secondo capannone, la cui costruzione ha subito un vistoso rallentamento

GORIZIA Una lettera cordiale ma ferma, firmata dal patron della Pipistrel Ivo Boscarol. E indirizzata alla Camera di commercio Venezia Giulia. Il contenuto? Una piccola bomba. Che evidenzia le (comprensibili) preoccupazioni dell’imprenditore sloveno per il futuro dell’aeroporto e marca un arretramento nello sviluppo aziendale. In sostanza, Pipistrel comunica di rinunciare alla sovvenzione da 310.370 euro concessa, già nel febbraio 2017, dalla Cciaa Vg per la costruzione del secondo capannone nell’area del Duca d’Aosta.

«È noto, infatti, che l’aeroporto di Gorizia - scrive Boscarol - solo nel corso dell’anno 2019 ha rischiato in concreto e per ben due volte di chiudere, viste le croniche difficoltà finanziarie della società concessionaria Duca d’Aosta. Inoltre, ha visto avvicendarsi in un solo anno ben quattro diverse amministrazioni. Tali incertezze hanno indotto la nostra società a rallentare la costruzione del secondo capannone, per il quale erano previsti investimenti pari a 3,3 milioni di euro e per il quale è stata richiesta la sovvenzione suddetta. L’ipotetica chiusura dell’aeroporto porterebbe alla società enormi danni e sarebbe costretta a riprogrammare per intero la propria produzione, legata com’è alla necessaria contiguità di un campo di volo/aeroporto, con conseguenti costi di portata enorme».

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Boscarol ringrazia la Giunta camerale per la fiducia accordata ma è costretto a rinunciare al contributo «non potendo seguire il cronoprogramma predisposto, il che peraltro non è dipeso né dipende da noi, ma trova cause e origini esterne, sulle quali non abbiamo modo di influire. Si resta, quindi, in attesa della presa d’atto da parte della Cciaa e a disposizione per la sottoscrizione di eventuali conseguenti atti procedimentali che dovessero rendersi necessari».

Una doccia fredda. Pipistrel, dunque, resta alla finestra in attesa che si definisca il futuro dell’aeroporto e la reale concretizzazione del Piano industriale approvato, fra mille polemiche, in Consiglio comunale.

E la Camera di commercio, cosa farà? In realtà, non ha spazio decisionale. Nel senso che la Giunta camerale, che non si è ancora espressa in merito, non può fare altro che «prendere atto» della rinuncia al contributo. Insomma, è un passaggio (giustamente) tecnico. I passi politici, se mai verranno compiuti, competono ad altri e a coloro (Comune in primis) che devono lavorare perché l’aeroporto decolli. Una volta per tutte. —


 

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