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Prezzi dei biglietti dei treni locali saliti del 30% in dieci anni

Report del Comitato pendolari sulle tariffe applicate dalle Ferrovie dello Stato. In Friuli Venezia Giulia gli importi più alti d’Italia sulle tratte a lunga percorrenza

TRIESTE Treni puntuali, con servizi soddisfacenti, ma anche i più costosi d’Italia sulle lunghe percorrenze. Due anni dopo aver analizzato il quadro tariffario Fs del Friuli Venezia Giulia, comparandolo con quelle delle altre regioni, il Comitato pendolari Alto Friuli riscatta la fotografia allargando l’analisi al numero di passeggeri trasportati, all’offerta di km/treno e ai corrispettivi dei contratti di servizio pagati dalle Regioni a Trenitalia.

Sul fronte delle tariffe, alla luce anche del rincaro del 2,6% di inizio 2020, l’adeguamento all’indicizzazione Istat previsto sui contratti del Tpl, andare in treno in seconda classe in Fvg è più caro che altrove per la corsa semplice nella fascia 81/90 km. Per fare un esempio, se il collegamento da Trieste a Udine costa 9,25 euro, da Milano a Brescia bastano 7,30 euro, da Bologna a Cesena 7,35, da Verona a Padova 7,60. Nelle fasce 21/30 e 31/40 km (tra le altre tratte, la Gorizia-Udine) la situazione migliora. Viaggiare in Fvg è più conveniente che in Veneto, Piemonte, Liguria e Toscana, dove le tariffe sono più alte dal 1,4% al 15%.

Situazione non diversa per gli abbonamenti. Il Fvg rimane tra le regioni più care per quanto concerne le fasce chilometriche più lunghe, con solo Toscana (+0,7%), Piemonte (+8,8%) e Sicilia (+11,4%) con tariffe più alte. La situazione migliora anche in questo caso per gli abbonamenti delle fasce da 21/30 e 31/40 km, le cui tariffe risultano di poco superiori alla media nazionale e più convenienti di quelle di Piemonte (più costoso del 25,7%), Sicilia (+11,4%) e Toscana (+6,6%) e, nella fascia 31/40 km, anche di Lombardia (+0,7%), Abruzzo (+2,5%) e Puglia (+6,6%). Solo Emilia Romagna e Veneto offrono abbonamenti più contenuti.



I pendolari esaminano anche il trend. Dal 2010 a oggi le tariffe Fs sono aumentate in Fvg mediamente del 28,1%. Un dato a metà strada tra gli incrementi pesanti di Liguria (+48,9%), Campania (+48,4%) e Piemonte (+47,3%) e le regioni virtuose: Lazio, Emilia Romagna e Veneto hanno ritoccato all’insù il costo del servizio ferroviario dal 15% al 19%. Nel report rientrano anche i numeri su offerta e passeggeri. Il Fvg conta 3,6 milioni di km/treno, più di Trento (3,2), ma meno delle Marche (4,1), di Bolzano (5,2) e della Liguria (6,5), con Basilicata, Molise e Valle d’Aosta sotto i 3 milioni, mentre gli utenti/giorno sono 21.240, l’1,7% della popolazione. I pendolari affrontano infine l’aspetto della qualità. E lo promuovono: «Senza dimenticare che il Fvg “speciale” si paga interamente i costi con la propria fiscalità, pare difficile comparare il nostro buon servizio del Fvg con quello disastroso di Lombardia, Liguria, Puglia e Sicilia, dove si registrano bassi indici di puntualità e di gradimento da parte dell’utenza». Il Fvg, secondo solo alle Marche, è infatti ai vertici della classifica nazionale per puntualità entro 5 minuti (94,4%) ed evidenzia una crescita costante della customer satisfaction: 94 viaggiatori regionali su 100 sono soddisfatti del viaggio nel suo complesso, un dato superiore a ogni altra regione e ben 7 punti oltre la media nazionale. Positivi e in crescita anche gli altri indicatori: pulizia (85,3% di gradimento), comfort (92,4%), puntualità (87,2%), permanenza a bordo (95,5%), informazioni a bordo treno (93%) e security (91,8%).

L’unica denuncia è sui ritardi del rinnovo del contratto. Dopo le ripetute proroghe con Trenitalia degli ultimi anni, i pendolari parlano di «immobilismo che paralizza scelte strategiche». —


 

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