Un poker di start up create in regione tra le portabandiera dell’hi-tech italiano a Las Vegas

Missione nel più importante evento mondiale dedicato all’innovazione. E c’è chi punta sul mix cibo-social

LAS VEGAS «Uno dei nostri obiettivi è far capire che non esiste solo l’italian food o l’italian luxury ma anche l’italian tech». Così Michele Balbi, presidente della triestina Teorema Engineering nonché cofondatore assieme ad Area Science Park del digital hub Tilt, in occasione della videoconferenza dallo stand Italia del Ces, acronimo di Consumer Electronics Show, il più importante evento al mondo dedicato all’elettronica di consumo e all'innovazione che si tiene a Las Vegas dal 7 al 10 gennaio. Ieri sera (tarda notte in Italia) si sono presentate, all’interno degli 800 mq dello stand posizionato all’interno dell’Eureka Park, a 250 investitori e a un centinaio di giornalisti da tutto il mondo, una cinquantina di start up tricolori (47 per l’esattezza, di cui quattro provenienti dal Friuli Venezia Giulia).



La missione è co-organizzata con Ice-Italian Trade Agency – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che la patrocina dalla prima edizione. «Stasera (nel corso della notte appena trascorsa per chi legge) ogni startup - ha evidenziato Fabrizio Rovatti, direttore dell’Innovation Factory Startup - presenterà la propria storia, l’idea creativa, gli obiettivi in definizione e le prospettive future».



Una truppa, quella italiana, che nel corso delle tre edizioni a cui ha partecipato ha visto incrementare non solo il numero ma soprattutto in qualità dei partecipanti, passate dai 25 del 2018 ai 47 di questa edizione. Tant'è che per raccontare il loro lavoro, in continuità con quanto fatto lo scorso anno, al Ces 2020 sono presenti anche 9 delle startup che hanno partecipato nel 2019. Tra queste BionIT, selezionata tra le startup Health & Wellness, Emoji e ARetail per la categoria Commerce/Enterprise solutions, Air per Vehicle.



«Made in Italy – the Art of Technology – ha proseguito Balbi - è nata nel 2018 dal desiderio dei fondatori di Tilt, Teorema Engineering e Area Science Park, che l’Italia fosse rappresentata al Ces al pari di altre nazioni europee. Nel corso del tempo, l’iniziativa ha portato risultati molto positivi riscuotendo l’attenzione e l’interesse di investitori globali, media, esperti, analisti, manager, imprenditori internazionali e startup stesse. Oggi noi siamo in 50 gli olandesi in 70 e i francesi in 350». Ma la certezza è che si è seminato bene in questi anni e che ci sono i presupposti per crescere ancoro meglio.


Fondamentale è, secondo Stefano Casaleggi, direttore generale di Area Science Park, «ampliare il tema dell’internazionalizzazione e creare un ecosistema di competenze ed eccellenze sul territorio dedicato a giovani, startup e imprese innovative, che dovrà naturalmente scaturire dalla collaborazione tra pubblico e privato».

Quattro, come detto, le start up del Fvg, dalle udinesi TWL Systems e Inksquad alla pordenonese ARetail, già citata come selezionata lo scorso anno, passando per la triestina EatNmeet, i cui creatori affermano che per scoprire quali ingredienti servono per dare il là a occasioni di incontro tra i turisti e chi vive sul territorio basta la tecnologia e il buon cibo, tutto condito da una logica social dal “volto umano” che punta a far incontrare le persone per condividere un pranzo, una cena o un aperitivo. La chiave di volta per permettere questo processo è un’app per smartphone (Android e iOS) rivolta rigorosamente a non-professionisti. Il focus, nelle intenzioni degli ideatori della piattaforma, è infatti quello di privilegiare la dimensione di scambio culturale rispetto alla logica del guadagno attraverso attività di ristorazione “informali”. —


 

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