In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Crollo alla scuola Sauro, reato prescritto. I 5 imputati assolti dopo 8 anni

Sentenza del giudice Coppari: per Gobbato, Pergola, Radovicich, Marconato e Rossi «il fatto non costituisce reato»

2 minuti di lettura

MONFALCONE Tutti assolti perché il fatto non costituisce reato. Ad oltre 8 anni dall’evento, s’è chiuso all’insegna del pronunciamento con formula piena il processo per lesioni colpose in relazione al crollo del controsoffitto della scuola elementare Nazario Sauro, avvenuto il primo luglio 2011, durante l’abbattimento di una parete divisoria tra le aule 11 e 12 situate al primo piano dell’edificio scolastico. All’opera era la squadra lavori del Comune composta da Massimo Grandi, Diego Zorba, Alessandro Zampa, assieme al caposquadra Mauro Tumburus. Grandi e Zorba erano stati investiti dai calcinacci, Tumburus e Zampa erano riusciti a mettersi in sicurezza. Parte civile al processo si è costituito solo Massimo Grandi, difeso dall’avvocato Pierluigi Fabbro.

Assolti dunque i dipendenti dell’ente locale Maurizio Gobbato, in qualità di dirigente del Servizio Gestione, Territorio e Patrimonio immobiliare del Comune di Monfalcone, Vincenzo Pergola, dirigente del Servizio Risorse Umane, Sergio Marconato, responsabile dell’Ufficio Opere pubbliche, Manutenzione fabbricati e Direzione lavori del Comune, Serena Radovicich, dipendente con mansioni di istruttore tecnico responsabile del settore Opere pubbliche, nonché Alfio Mario Rossi, dipendente con mansioni di istruttore tecnico e di coordinatore dei dipendenti comunali.



Ieri pomeriggio, al Tribunale di Gorizia, il giudice monocratico Marcello Coppari ha pronunciato la sentenza assolutoria nonostante la prescrizione del reato avvenuta nel gennaio 2019. In assenza di repliche dalle parti, la pubblica accusa rappresentata da Mary Mete (titolare il pubblico ministero Valentina Bossi), il giudice s’è ritirato in Camera di consiglio, dalla quale è uscito circa un’ora dopo per deliberare. S’è riservato 90 giorni per il deposito delle motivazioni.

Ieri la lettura del dispositivo ha suscitato sollievo tra Gobbato, Pergola, Marconato e Rossi che erano presenti in aula. Altrettanto evidente la soddisfazione tra i legali difensori. «Dopo tanti anni, sono state chiarite le posizioni, non posso che esprimere soddisfazione», ha osservato l’avvocato Paola Diana, che ha assistito Pergola. La collega Maria Genovese, che ha rappresentato Gobbato, ha aggiunto: «Siamo soddisfatti della formula assolutoria piena. Nonostante la prescrizione del reato avvenuta nel gennaio 2019, il giudice è entrato nel merito, consegnando l’esplicito pronunciamento». L’avvocato Francesco Donolato, che ha sostenuto la difesa di Radovicich, Marconato e Rossi, ieri sostituito dall’avvocato Davide Trevisan, ha affermato: «La sentenza ha inquadrato la situazione e gli eventi per come si sono svolti. Nonostante l’intervenuta prescrizione, il giudice ha ritenuto di pronunciare la sentenza assolutoria, avendo a disposizione tutti gli elementi per poter giungere al proscioglimento pieno. È stato un processo complicato, caratterizzato da un percorso accidentato. Sono stati ascoltati molti testimoni e sono stati effettuati puntuali approfondimenti sia da parte della pubblica accusa che da parte delle difese».

L’avvocato Fabbro da parte sua ha argomentato: «Questa sentenza ci lascia sorpresi. Attendiamo di leggere le motivazioni e ci riserviamo, se possibile, il ricorso in Appello».

Il primo luglio 2011 la squadra operai del Comune di Monfalcone aveva provveduto alla demolizione e durante la rimozione delle macerie, il controsoffitto aveva iniziato a deformarsi proprio dov’era stata rimossa la parete divisoria tra le aule 11 e 12. Gli operai avevano avvertito degli scricchiolii. Poi il crollo del controsoffitto, Grandi e Zorba erano stati investiti dai calcinacci, mentre Tuburus e Zampa erano riusciti a fuggire per tempo.—


 

I commenti dei lettori