Ecco i redditi della giunta di Trieste: Dipiazza resta in vetta, Polidori perde l’argento

Con 460 mila euro il sindaco mantiene l’ormai storico primato. Il suo vice passa  da 110 a 40 mila euro: «Ho investito nella mia ditta». De Santis fanalino di coda

TRIESTE Passato il Natale, passato il Capodanno, la Befana porta con sé come ogni anno i redditi della giunta e del Consiglio comunale, pubblicati sul sito dell’ente. La classifica di quest’anno riserva qualche sorpresa: se il primo posto resta saldamente in mano del primo cittadino Roberto Dipiazza, il vicesindaco Paolo Polidori perde l’argento del 2018 e diverse posizioni. La “Cenerentola” della giunta è invece l’assessore Francesca De Santis, al suo primo anno nell’amministrazione.

Veniamo ai dati. Il sindaco Dipiazza, dicevamo, resta di gran lunga il Paperone della giunta: il suo reddito imponibile 2019 (fa quindi riferimento alle entrate del 2018) è di oltre 460 mila euro. Si tratta di una cifra rilevante ma comunque più bassa rispetto all’anno precedente, quando il primo cittadino sfiorava il mezzo milione con un imponibile da 494 mila euro.


Al secondo posto l’anno scorso trovavamo il numero due della giunta, il vicesindaco leghista Paolo Polidori: il suo imponibile da 40 mila euro lo fa scendere al sesto posto. L’anno scorso si era piazzato in seconda posizione grazie a un reddito da 110 mila euro. Il diretto interessato spiega che un imprenditore (opera nel settore della distribuzione automatica) è soggetto a investimenti, «inoltre sto passando da impresa individuale a Srl, è un passaggio delicato». In ogni caso per il politico leghista è un ritorno alla media, visto che per il 2017 aveva presentato un reddito analogo a quello dell’anno appena passato.



L’argento del 2019 passa quindi all’assessore alla Cultura e al Turismo Giorgio Rossi (Lista Dipiazza) con un imponibile da oltre 56 mila euro. Un risultato che il decano degli assessori ottiene senza sforzo, visto che i suoi introiti sono identici a quelli dell’anno scorso.

Il terzo posto troviamo l’assessore all’Urbanistica Luisa Polli (leghista), con un imponibile da circa 49 mila euro, come quello dell’anno passato.

Un inciso: fatta eccezione per De Santis (al suo primo anno), ai redditi degli assessori contribuiscono anche le retribuzioni per l’incarico, che si attestano all’incirca sui 1800 euro al mese. Per i pensionati, come Polli, la cifra scende a circa 1400: «La retribuzione è inversamente proporzionale al numero di deleghe, visto che son quella che ne ha di più», scherza l’assessore leghista.

Al quarto posto troviamo l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi, esponente di Fratelli d’Italia: è la stessa posizione dell’anno scorso, così come uguale resta l’imponibile da circa 47 mila euro dichiarato dall’amministratrice e avvocata.

Segue l’assessore alle Politiche sociali Carlo Grilli (altro membro della Lista Dipiazza) che con 46 mila euro circa fa un bel passo in avanti rispetto ai 40 mila dell’anno precedente.

In sesta posizione l’assessore al Patrimonio Lorenzo Giorgi: il forzista ha dichiarato un reddito imponibile da 36 mila euro, identico al centesimo a quello del 2018.

Le tre posizioni successive sono invece occupate a parimerito dagli assessori Angela Brandi (Forza Italia), Serena Tonel (Lega) e Michele Lobianco (Forza Italia), che con i loro redditi da assessori ormai navigati si attestano tutti a 36 mila 372 euro. Lobianco l’anno scorso aveva presentato una cifra leggermente più bassa, e il rialzo del 2019 gli ha fatto perdere la pur sempre ambita (politicamente parlando) posizione del più “povero” della giunta.

Per quest’anno il “cucchiaio di legno” va a Francesca De Santis: l’assessore di Forza Italia imbarcata all’ultimo momento da Roberto Dipiazza dopo le dimissioni di Maurizio Bucci, alla fine del 2017, ha consegnato al Comune la documentazione riguardante i suoi contratti a tempo determinato. Il suo reddito imponibile complessivo si attesta sui 22 mila euro. Anche per lei, l’anno prossimo, la retribuzione assessorile consentirà di rimpinguare un po’ le carte da presentare al fisco. E agli uffici comunali. —


 

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