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Trieste, Bassa Poropat la più ricca del Consiglio: superato di un soffio il forzista Russo

In media i redditi dei consiglieri sono in calo. Dall'anno prossimo conterà la "paghetta"

La più ricca del Consiglio comunale? La consigliera dei Cittadini Maria Teresa Bassa Poropat. Il suo imponibile da 103 mila euro è il più alto dell’aula, pur tallonato dappresso dal forzista Giovanni Russo, che sfiora i 100 mila euro. Nel complesso, però, i consiglieri risultano (quasi) tutti essere un po’ più poveri rispetto all’anno scorso.

Il fenomeno con tutta probabilità avrà fine, visto che i redditi del Consiglio comunale del 2019 sono gli ultimi a mostrare le retribuzioni a gettone: dall’anno prossimo, infatti, verranno conteggiate le “paghette” adottate dall’aula dall’inizio dell’anno appena passato. Ed è molto probabile che il nuovo sistema finisca per striminzire un po’ le casse dei capogruppo monocellulari (che ancora in quest’ultima annata risultano avvantaggiati rispetto agli altri consiglieri, essendo invitati a tutte le commissioni) e che ingrassi invece la retribuzione media di tutti gli altri.



In media quasi tutti i consiglieri, dicevamo, nel 2019 hanno presentato dichiarazioni un po’ inferiori rispetto all’anno precedente. Se i più benestanti sono l’ex presidente della Provincia di Trieste Bassa Poropat (che perde circa 3 mila euro sull’anno precedente) e l’imprenditore del ramo sicurezza Russo (che ne perde circa 5 mila), nella parte alta della classifica troviamo ancora il consigliere di Progetto Fvg Roberto De Gioia con 90 mila euro (immutati rispetto all’anno precedente) e il pentastellato Gianrossano Giannini con 89 mila euro (rispetto ai 91 mila del 2018). Il primo è politico di lungo corso nonché esponente di un gruppo monocellulare, mentre l’altro può contare sul suo stipendio da docente del Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste.

Il cardiochirurgo Marco Gabrielli, ex presidente dell’aula e consigliere della Lista Dipiazza, dichiara 78 mila euro rispetto agli 84 mila dell’anno precedente. Un altro dipiazzista, il consigliere Roberto Cason, è tra i pochi ad aver migliorato in modo sensibile i propri introiti: è passato dai 54 mila euro dell’anno precedente ai 74 mila circa della dichiarazione 2019.

L’avvocato e consigliere forzista Andrea Cavazzini ne dichiara 69 mila (nel 2018 erano 74 mila) e subito dopo di lui troviamo la dipendente del Tribunale e consigliera dem Laura Famulari con 61 mila euro (anche lei guadagna rispetto ai 58 mila precedenti).

Il presidente del Consiglio comunale, Francesco Di Paola Panteca, finanziere in quiescenza, ne dichiara invece circa 55 mila, in leggero calo rispetto agli oltre 57 mila del 2018.

Dopo di lui si torna al Movimento 5 Stelle con la consigliera Cristina Bertoni (50 mila euro, 51 mila nel 2018) e poi al Misto con Fabio Tuiach (49 mila euro, 47 mila nel 2018), Fratelli d’Italia con il capogruppo Salvatore Porro (poliziotto in pensione) con una cifra di poco inferiore, e comunque con circa mille euro in più rispetto al 2018.

Seguono poi il dem Marco Toncelli, dipendente Fincantieri, con 47 mila euro (l’anno prima erano 50 mila) e il leghista Everest Bertoli, da anni attivo nel settore delle cooperative, con oltre 46 mila euro (47 mila nel 2018).

Al fondo della lunga classifica (in alto il grafico completo), troviamo un consigliere di recente ingresso come il capogruppo della Lega Nord Radames Razza (5 mila euro). Chi ha avuto il calo maggiore, però, è il forzista Bruno Marini, reduce dall’uscita dal Consiglio regionale: è passato dagli 84 mila euro del 2018 ai 32 mila euro del 2019. —

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