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Se il tempo si ferma tra i colori di “Cucù”

Nel negozio un po’ magico creato da Alessandra in Cavana si trovano blocchi e matite insieme a jo jo e giochi vintage

Alessandra Falciano ha coltivato per lungo tempo un sogno, tenendolo stretto a sé fin da quando era bambina. Poi, arrivata alla soglia dei quarant’anni, lo ha lasciato andare e quel sogno si è trasformato in realtà. È stato così che, in via dei Capitelli nella zona di Cavana a Trieste, è nato Cucù: un po’ una cartoleria, un po’ un negozio d’artigianato, un po’ un luogo di condivisione per appassionati di letteratura per l’infanzia. «Da ragazzina - racconta - giravo per le cartolerie alla ricerca di penne, quaderni e colori. Insomma, mi appassionava tutto ciò che aveva a che fare con la carta. Più che disegnare, mi è sempre piaciuto scrivere in maniera creativa».

Impossibile per Alessandra ricordare il numero di cartolerie che ha svaligiato tanto che gli scaffali di casa sua sono pieni, ancora oggi, di quaderni, blocchi, matite, penne, biglietti e bigliettini di ogni tipo, tutti in rigoroso ordine cromatico.


«Non è semplice definirlo con un termine unico - continua Alessandra - perché più che un negozio Cucù è un progetto». Qui si possono trovare articoli di cartoleria ma anche originali giocattoli “di una volta” come trottole, jo jo e lavagnette. Ma da Cucù prendono vita anche workshop, con creazioni di carta e di acquerello, sia per adulti che per bambini.

Alessandra, che è mamma di Niccolò, è anche una maestra di scuola primaria: «Grazie al lavoro con i bambini non mancano mai gli spunti per ideare i laboratori - ammette -. Negli ultimi tempi ho preso contatti anche con artisti e artigiani, di Trieste ma anche di altre regioni».

Cucù, infine, è anche un luogo di incontro, con scrittori e illustratori che si danno appuntamento una volta al mese per parlare di letteratura per l’infanzia.

Il prossimo appuntamento, dedicato ai più piccoli, è fissato per il 12 gennaio e si intitola “Gli stranissimi”. «È il terzo incontro con Giulia Binali – spiega Alessandra – che si occupa di Kamishibai, un teatrino di origine orientale. Giulia ha scelto tre storie da raccontare, per lavorare sulle diversità».

Insomma in questo luogo originale, come scrive Alessandra sulla pagina facebook “Cucù”, «possiamo fermare il tempo per un po’, se lo vogliamo, tornando tutti un po’ bambini e colorando la nostra vita come ci pare!».



E.M.

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