Villetta ancora inagibile, resta alto l'allarme frane

La fetta di montagna crollata domenica 22 dicembre

Resta inagibile la casa al numero 171/1 di Strada del Friuli, dove domenica scorsa, 22 dicembre, è crollato un pezzo di monte. 

TRIESTE  Resta inagibile la villetta al numero 171/1 di Strada del Friuli, dove domenica scorsa, 22 dicembre, è crollato un pezzo di monte. Pietre, fango e detriti si sono riversati sul giardino, a pochi passi dalla casa. E ora, a distanza di una settimana dall’episodio, il pericolo di altre frane è considerato ancora concreto. I proprietari, i coniugi Silvio Pentrella ed Edda Macovaz, non possono dunque fare ritorno nella propria abitazione, dichiarata «inagibile» dai Vigili del fuoco intervenuti.



Marito, moglie e i due figli, dopo l’incidente, hanno trascorso le prime notti in albergo. In questi giorni, invece, sono ospitati da amici.

Non è chiaro per quanto tempo dovranno subire il disagio. «Non lo sappiamo – spiega la signora Edda Macovaz – tutto è fermo».

Il cumulo di rocce e detriti precipitati sul retro della villetta è ben visibile passando in Strada del Friuli. Le stime parlano di circa 70 metri cubi di materiale. Chi lo rimuoverà? Chi si incaricherà dei costi? Ma, soprattutto, chi si occuperà della messa in sicurezza del versante in cui è verificata la frana, in modo da arginare il rischio di altri pericolosi crolli? Al momento non ci sono riposte.



«Noi siamo fuori casa – osserva ancora la signora Edda – aspettiamo che qualcosa succeda. Abbiamo contattato la ditta e il geologo che in passato avevano posizionato la rete di protezione sulla parete interessata dalla frana, ma siamo in un periodo di festività e questo di certo non aiuta».

Il cedimento è avvenuto domenica scorsa, alle nove e un quarto di sera. La famiglia, in quel momento a cena, ad un tratto ha sentito un forte boato provenire dall’esterno. Era la frana: 70 metri cubi di pietre, terra e fango che piombati sul giardino, a causa delle piogge intense che per giorni si erano riversate sulla città. Il terreno, con il peso dell’acqua, non ha retto. Il crollo ha abbattuto la rete metallica che la famiglia stessa aveva fatto installare nel 2015, l’anno in cui era venuta ad abitare in Strada del Friuli.



«Quello che potevamo fare all’epoca, cioè la messa in sicurezza della parete, l’avevamo fatto», fa notare ancora la signora Edda Macovaz. «Nonostante l’ingente investimento, l’effetto, a distanza di anni, non è stato sufficiente. Al momento noi abbiamo soltanto il documento dell’inagibilità rilasciato dai Vigili del fuoco, quindi non possiamo rientrare a casa. E non sappiamo per quanto tempo sarà così». —




 

Video del giorno

Isole Faroe, 1500 delfini uccisi sulla riva: un massacro senza precedenti

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi