Furti e danni a negozi e bar di Gorizia: denunciato un 18enne

La vetrata che venne sfondata al bar Metroquadro di corso Italia

Deferito in libertà l’autore dei sei raid commessi nella notte fra il 12 e 13 dicembre È un giovane che si anche ferito mentre sfondava le vetrine e forzava le porte

GORIZIA Ha fatto tutto da solo, rendendosi protagonista di furti, tentativi di furto, danneggiamenti in serie ai danni di qualcosa come sei attività commerciali, artigianali, bar.

Protagonista del raid senza precedenti nella notte fra il 12 e il 13 dicembre scorsi un diciottenne goriziano (A.P. le sue iniziali, classe 2001) che, al contrario di quanto trapelato nei giorni immediatamente successivi ai colpi, non si è fatto aiutare da nessuno. Tutto è nato da una sua iniziativa. In completa e totale autonomia.


Conferme arrivano dai carabinieri che hanno concluso in quattro e quattr’otto le indagini. Del resto, già poche ore dopo i furti a ripetizione, era emerso (ma senza conferme ufficiali) che i sospetti si erano concentrati su un giovanotto di Gorizia di cui non vennero fornite né le generalità né, tantomeno, le iniziali. Alla fine, A.P. è stato denunciato a piede libero per «furto e danneggiamento». E molti commercianti, entrati nel “suo” mirino, avrebbero preferito una misura più importante visti i danni patiti ma tutto si è risolto con una denuncia in stato di libertà.

Nel raid, il neomaggiorenne si è fatto anche male, ferendosi mentre, con grande furia, sfondava questa o quella vetrina. E questo incidente di percorso, oltre all’ausilio delle telecamere, ha permesso una rapida identificazione dell’autore. Torniamo un attimo indietro. Furono bersagliate, una dopo l’altra, ben sei attività commerciali: dalla Cicchetteria adiacente ai Giardini pubblici al bar Metroquadro di corso Italia, passando per il negozio di biciclette Gobike e il salone di parrucchiera Ledri acconciature (che si trova sul retro), per finire con la libreria Voltapagina di corso Verdi e l’altro salone hair studio di fronte al supermercato “Godina”. Tutto nella stessa notte, un blitz firmato, dunque, dalla medesima mano.

In tutti i casi, infatti, era stato adottato lo stesso modus operandi. Con la porta d’ingresso sfasciata (in alcuni casi la struttura aveva resistito) e un bottino misero, fatto dei fondi cassa, di poche decine di euro, nei bar Cicchetteria e Metroquadro e di qualche spicciolo nel salone di parrucchiere di via Cappuccini.

Alla “Cicchetteria” era stata sfondata la porta a vetri d’ingresso, prontamente sostituita. Mentre il telaio aveva resistito all’urto, la lastra era finita a terra lesionata ma non in frantumi. Questo, però, aveva permesso l’accesso al malvivente all’interno del locale. «Hanno arraffato il fondo cassa di poche decine di euro. E se ne sono andati. Non hanno toccato altro. Ad esempio, sul retro, c’era anche un prosciutto crudo intero che è rimasto al suo posto». L’impianto d’allarme, essendo perimetrico ma non volumetrico, pare non avesse suonato.

Non diverso il bilancio al “Metroquadro”. Anche in questo caso, era stata spaccata una vetrata: non quella che corrisponde alla porta d’entrata, bensì quella vicina. Stesso bottino: via il fondo cassa («45 euro», spiegò la titolare) e, per fortuna, nessun danno ulteriore. Nel senso che, all’interno del bar, regnava l’ordine. Tanti danni anche alle altre attività. —


 

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