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Appena aperto è già quasi saturo il Centro rimpatri di Gradisca

Uno scorcio del muro che circonda la struttura di Gradisca d’Isonzo

Persone trasferite da più regioni dopo le rivolte in altre strutture. Il sindaco: via alla figura del garante

FVG Subito il "tutto esaurito". A neanche due settimane dalla sua rinnovata operatività, il Cpr di Gradisca d'Isonzo è già approdato quasi al limite della sua attuale capienza di 66 persone. Un vero e proprio viavai di trasferimenti da tutta Italia ha dunque riempito in appena pochi giorni due - la “rossa” e la “verde” - delle tre sezioni in cui è divisa la struttura permanente per i rimpatri dell'ex caserma Polonio.



Manca l'agibilità dell'ala più capiente, la "zona blu", che per un problema all'impianto termico sarà pronta fra qualche settimana. Da quel momento il Cpr potrà arrivare alla sua capienza certificata di 150 posti. Intanto però nelle condizioni attuali già non ci sta più quasi neppure uno spillo. Un punto di arrivo, quello di "quota 66", che - stando alle informazioni rilasciate dalla Prefettura proprio nei giorni della riapertura del centro di detenzione amministrativa per migranti irregolari - avrebbe dovuto essere raggiunto progressivamente entro il mese di febbraio. Ma gli scenari, evidentemente, sono mutati. E di molto. La ragione va ricercata nelle rivolte che in questi giorni hanno interessato i Cpr "gemelli" di Torino e Bari, resi parzialmente inagibili dai disordini causati dai migranti trattenuti al loro interno. Una situazione che del resto anche Gradisca conosce molto bene: nel 2013 l'allora Cie venne reso inutilizzabile dalla furia dei reclusi.



Proprio ieri (vedi l’articolo qui sotto) Dasi Fvg, una rete tra associazioni e persone che si impegnano per i diritti, l'accoglienza e la solidarietà internazionale, ha chiesto assieme al Centro di accoglienza e di promozione culturale Ernesto Balducci di Zugliano «l'immediata chiusura del Cpr di Gradisca» mentre il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig, dal canto suo, ha ricordato l'ormai prossima istituzione della figura del Garante comunale per le persone recluse, «che permetterà di avere un occhio su una struttura che non è aperta alle visite e alle ispezioni».



E intanto, una nuova manifestazione contro la struttura è stata annunciata dall'assemblea permanente di associazioni antirazziste "No Cpr-No Frontiere Fvg" per sabato 11 gennaio. «Violenze, abusi, ricatti, assenza di cure mediche adeguate, somministrazione farmacologica involontaria, condizioni igieniche carenti sono fatti di cronaca che quotidianamente ci giungono dagli altri Cpr aperti in Italia - è l'appello degli organizzatori - Altrettanto frequenti sono le notizie di scioperi della fame, episodi di autolesionismo, fughe, vere e proprie rivolte che in alcuni casi hanno reso inagibili queste strutture. Si tratta della inevitabile ribellione di chi è ingiustamente privato della libertà. Non saremo mai complici silenziosi di questi lager».

La manifestazione è stata preceduta in queste ore da una vera e propria escalation di scritte sui muri: sono stati imbrattati con frasi anti-Cpr un palazzo prestigioso in pieno centro storico della cittadina, in via Bergamas, il centro commerciale "La Fortezza" lungo la 305 (a poche decine di metri dalla struttura di trattenimento e luogo di partenza del corteo annunciato) e un vicino mobilificio. I gradiscani non hanno gradito. —


 

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