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Regione, scontro sulle nomine nell’area comunicazione e il Pd minaccia l’esposto

Via libera a Carini direttore dell’Acon. L’ex sindaco di Forgaria diventa portavoce di Zanin. Incarichi da 90 mila euro lordi all’anno: I dem ipotizzano il danno erariale

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TRIESTE. L’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale dà il via alle discusse nomine del centrodestra riguardanti l’area comunicazione, ma la designazione di Fabio Carini alla direzione dell’agenzia stampa di piazza Oberdan e di Pierluigi Molinaro nel ruolo di portavoce del presidente Piero Mauro Zanin scatena una guerra politica che oscura la conferenza di fine anno del presidente del Consiglio e che promette di trascinarsi a lungo. Mentre Zanin difende le scelte della coalizione, il Pd è pronto a rivolgersi alla Corte dei conti per possibili danni erariali e solleva inoltre il caso del doppio incarico ricoperto da Zanin, che svolge i suoi compiti istituzionali continuando a detenere la posizione di amministratore unico della Mtf Srl, affidataria del servizio rifiuti nel Comune di Lignano.

I nominati

L’Ufficio di presidenza vota fino al 31 dicembre 2020 i mandati del neoportavoce Molinaro e del nuovo direttore dell’Acon Carini, con parere favorevole dei quattro membri del centrodestra e il voto contrario del Pd, che si astiene invece sull’indicazione di Fanny Codarin a capo di gabinetto, incarico che l’ormai ex capo segreteria del vicepresidente Riccardo Riccardi deterrà fino a fine legislatura. Per ciascuno dei tre si profila uno stipendio da 90 mila euro lordi. A votare sono sei membri dell’Ufficio su sette. Il rappresentante dell’Unione slovena Igor Gabrovec non si presenta alla riunione adducendo motivazioni personali, ma nel centrosinistra si ritiene sia stato convinto da esponenti della giunta a rimanere a casa per evitare sorprese. Il rappresentante di Progetto Fvg Emanuele Zanon aveva infatti mantenuto fino all’ultimo il mistero sulle proprie scelte. Un modo per tenere alta la tensione dopo l’uscita dalla civica di Ferrucio Saro, vicino a Zanon, che alla fine si allinea su Carini e Molinaro, astenendosi invece su Codarin.

Profili discussi

Le nomine arrivano dopo un anno di polemiche, con ripetuti tentativi del centrodestra di arrivare al traguardo e ripetuti rinvii. Il passaggio è imbarazzante, tanto che nei giorni scorsi il governatore Massimiliano Fedriga ha mediato senza risultati per rinviare ancora.

Fa discutere che la posizione di portavoce sia stata appositamente creata per dare sistemazione a Molinaro, esponente di Forza Italia non riuscito eletto alle regionali dopo aver condiviso la battaglia anti Uti proprio con Zanin. Non convince inoltre che l’interessato si sia messo in aspettativa dal lavoro in banca, mantenendo un rapporto che gli uffici regionali ritengono in potenziale contraddizione con l’assunzione nella pubblica amministrazione. I consiglieri della Lega votano, ma subordinano la stipula del contratto a una verifica dell’amministrazione.

Diverso è il caso Carini, già vicecaporedattore dell’agenzia stampa della giunta, che tuttavia lega il suo nome a una serie di polemiche pubbliche. L’ultima lo ha visto sospeso per due mesi dalla Federazione italiana di atletica leggera e richiamato dall’Ordine dei giornalisti per aver detto di non voler invitare atleti di colore al Trieste Running Festival. Carini non è considerato garanzia di equidistanza dalle opposizioni, dopo la sua assunzione in quota An e la sua candidatura a sindaco con una civica d’area.

Pd all’attacco

Il Pd sale sulle barricate. In una conferenza convocata mezz’ora prima del tradizionale appuntamento di fine anno del presidente, Francesco Russo e Cristiano Shaurli si dicono pronti a fare ricorso alla Corte dei conti davanti a possibili irregolarità. «Su Molinaro – evidenzia Russo – gli uffici hanno espresso perplessità fino all’ultimo, perché il rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione deve essere esclusivo e l’aspettativa di Molinaro è peraltro motivata non con questo incarico ma per il fatto di essere assessore a Forgaria. Su Carini notiamo che non è laureato, requisito richiesto sempre a chi lo ha preceduto, perché l’incarico è dirigenziale e il centrodestra ha dovuto cambiare le regole. Carini è condannato da un tribunale sportivo per un’accusa di razzismo e richiamato dall’Ordine cui appartiene. Non è figura qualificata, opportuna e terza».

Shaurli chiarisce le intenzioni del Pd: «Speriamo sia l’ultima messe di nomine per accontentare gli amici degli amici. Le decisioni prese su Carini e Molinaro sono a rischio di danno erariale. E anche il direttore dell’agenzia della giunta Demetrio Damiani non risulta in possesso della laurea quinquennale. Faremo le verifiche del caso, pronti a depositare esposti alla Corte dei conti. Anche su Zanin non ci tireremo indietro».

Bomba sul presidente

Shaurli spiega che «il presidente Zanin detiene un doppio incarico e ci risulta che esistano pareri legali della ditta per cui lavora come direttore, nei quali si valuta l’incompatibilità delle due posizioni. La Regione deve chiedere immediatamente un parere legale. Se esiste incompatibilità, ne deriverebbero ricadute palesi sulla Corte dei conti». Ma anche sugli atti firmati da Zanin come dirigente di Mtf in questo anno e mezzo: le delibere sarebbero nulle e il presidente dovrebbe restituire il ricco emolumento da 80 mila euro all’anno, che si somma a quello percepito in piazza Oberdan.

La difesa di Zanin

A margine della sua conferenza, Zanin difende le scelte e sé stesso: «Il Pd fa la sua parte, ma la competenza spetta all’Ufficio di presidenza. Prima di fare processi a priori, valutiamo il lavoro di questa gente e la capacità di guadagnare la fiducia del Consiglio.

Ho letto tante polemiche sui nomi, ma sono polemiche sterili. Le norme dicono che il direttore dell’Acon deve avere esperienza giornalistica e non una laurea. Su Molinaro, all’approvazione seguirà un’ulteriore istruttoria dell’amministrazione che sarà subordinata alla firma del contratto per eliminare tutti i dubbi». Quanto alla propria posizione, il presidente chiarisce di aver «dichiarato i miei ruoli al momento della candidatura e dunque le verifiche ci sono state. La società non prende contributi dalla Regione né è controllata dalla Regione ma dagli enti locali.

Se ci fossero questioni, chiederò l’aspettativa e mi dedicherò solo al Consiglio. Noto comunque che svolgo questa attività da oltre vent’anni e ora dedico spesso 3-4 ore di notte a Mtf, con soddisfazione del cliente e innegabile valorizzazione della società». 

 

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