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La Polizia di Trieste dice addio alla Squadra nautica

Circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza. La decisione rientra nel piano di riorganizzazione del corpo. Allarme sindacale

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TRIESTE La Polizia nautica di Trieste è destinata a sparire. La notizia, già ventilata nei mesi scorsi, arriva dal sindacato Sap. Ed è stata confermata da fonti interne alla Questura.

La decisione è del Dipartimento di pubblica sicurezza. Ministeriale, dunque. Un provvedimento che rientra in un piano nazionale di riorganizzazione.

Gli agenti saranno impiegati in altre mansioni, mentre parte dell’attrezzatura resterà a Trieste per le necessità stagionali. Il resto, come le imbarcazioni, prenderà altre destinazioni.

La circolare ministeriale non fornisce indicazioni precise sulle tempistiche, né su cosa ne sarà della sede del Porto vecchio in cui è attualmente ospitata la squadra.

Il Sap, il sindacato che ha portato a galla il problema, è su tutte le furie. «Alla fine è giunto in questi giorni il decreto del Capo della Polizia che sopprime le Squadre nautiche», rende noto il segretario provinciale Lorenzo Tamaro. «Quindi a Trieste si chiude definitivamente la questione. Verranno assegnate alla Questura solamente due moto d’acqua per la vigilanza del litorale nel periodo estivo e in determinate occasioni».

Una scelta che il sindacato ha sempre osteggiato e che definisce «assurda».

«È un’operazione di mero risparmio, un puro e semplice taglio lineare delle spese operato nell’ambito di quella ostinata e dannosa opera di ridimensionamento dell’apparato preposto alla sicurezza interna del Paese, che dà alla sola Guardia di finanza l’autorità di andar per mare. Non ci meraviglierà affatto se nel futuro sarà necessario ridare alla Polizia risorse per poter svolgere i propri compiti istituzionali anche in mare».

Stando al Sap, l’intervento del Dipartimento è un effetto della legge Madia. Norma che, polemizza il sindacato, «in questi anni ha causato una riduzione così grave degli organici di Polizia e che con questo provvedimento ha sancito la morte definitiva della Squadra nautica. È di fatto ricominciata, quindi, l’eliminazione di centinaia di presidi di Polizia sul territorio e accorpamenti sotto le mentite spoglie delle razionalizzazioni, progetto sospeso per più di due anni ed ora “rispolverato” negli ultimi mesi».

Il Sap ritiene che il prossimo passo sarà l’unificazione dell’Ufficio di Polizia di Frontiera Marittima di Trieste con il Settore Terrestre di Trieste, «con l’intento di “ottimizzare le risorse disponibili attraverso l’accorpamento dei rispettivi settori burocratici, con conseguente recupero di unità da destinare ai servizi operativi”». Una mossa che il sindacato boccia categoricamente: «Un provvedimento, questo che non porterà alcun beneficio in termini di risorse da mettere sul territorio, in considerazione delle qualifiche, dell’età elevata degli operatori di Polizia li impiegati e delle competenze che attualmente sono così diverse». —


 

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