Lipizza, via ai lavori del “nuovo” Maestoso

Progetto affidato ad architetti di Lubiana, appalto da 10 milioni per il rinnovo totale dell’hotel che risale agli anni Settanta

TRIESTE Dopo mille vicissitudini societarie, è finalmente ai blocchi di partenza l’opera di rinnovamento delle principali strutture ricettive dell’area delle scuderie di Lipizza. Il progetto per i lavori di ammodernamento dell’hotel Maestoso è stato affidato allo studio di architetti Enota di Lubiana. Il costo dell’appalto, la cui gara partirà tra breve, è di circa 10 milioni di euro e la struttura dovrebbe essere operativa già prima dell’inizio della stagione turistica del prossimo anno. Insomma, tempi strettissimi per un’operazione di completa trasformazione dell’albergo.



Il nuovo Maestoso avrà 139 stanze, 5 sale congressi, una piscina interna e una esterna lunghe ciascuna 12,5 metri e un centro benessere. «Quando abbiamo studiato l'edificio esistente del Maestoso che risale alla metà degli anni '70, eravamo gli unici a non volere che il progetto si integri nell’ambiente delle scuderie di Lipizza», afferma Milan Tomac dello studio architettonico di Lubiana che si è aggiudicato il progetto. La nuova immagine dell'hotel è stata concepita come una costruzione in filigrana trasparente, che riassume formalmente il riconoscibile recinto bianco per i cavalli lipizzani. L'architettura tradizionale del luogo, ricorda ancora l’architetto, rappresentata da palazzi e scuderie, non è tipicamente mediterranea, ma proviene dalla Vienna asburgica e quindi differisce dalla costruzione carsica dominante. «Lipizza è stata cosmopolita e moderna sin dall'inizio», sottolinea Tomac.



Uno dei primi problemi affrontati è stato quello di trovare una soluzione per aumentare il numero di camere. Considerato che l'edificio di base dell'hotel non sarà toccato, si è deciso quindi di sfruttare tutte le opzioni di spazio. Il nuovo hotel avrà, come detto, 139 camere, ovvero il doppio di quelle esistenti. «Attualmente ci sono molte aree inutili nell'hotel - prosegue il progettista - come uffici abbandonati e locali commerciali, e ci siamo occupati anche di nuove soluzioni di servizio». «Il problema più grande però - precisa - sono i balconi: quelli attuali sono a malapena un quarto delle stanze». «È importante invece che tutte le nuove camere dell'hotel abbiano ampi terrazzi, in quanto stare fuori e guardare la natura è uno dei grandi vantaggi di questo ambiente. L'ospite non viene a Lipizza a causa dell'hotel».

Così è stata progettata una nuova struttura leggera attorno all'edificio, una struttura autoportante che disegnerà i nuovi balconi dando all’insieme un nuovo aspetto. Il filo rosso della ristrutturazione è il recinto bianco per i cavalli lipizzani, che separa i pascoli di erba da proprietà a proprietà, e si prevede che questo "ascenda" alla facciata dell'hotel. «In questo modo - conclude l’architetto - abbiamo creato un gioco di ombre e luce in questa struttura apparentemente vuota che ora si distingue da tutto il paesaggio».

Il nuovo hotel si rivolge a ciclisti, golfisti e altri atleti, escursionisti e amanti della natura. Sarà adatto anche alle famiglie e a coloro che richiedono un po' più di confort anche se in primo piano è stata messa la praticità, considerata più importante per l'ospite moderno. —


 

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