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Passaggio a livello out. Traffico in tilt per ore

Ennesima giornata di passione per i pendolari con ritardi fino a 70 minuti. La causa? Un “sabotaggio” delle sbarre

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TRIESTE. Tutti accalcati nell’atrio della stazione con gli occhi incollati allo schermo che indica fino a 70 minuti di ritardo. Alla stazione centrale di Trieste ieri è iniziata così una nuova mattinata di passione per i pendolari. La causa stavolta è un guasto al passaggio a livello di Ronchi dei Legionari Sud: avvenuto di prima mattina all’ora di punta, ha letteralmente mandato il traffico ferroviario in tilt. Ma questa volta Rfi non c’entrerebbe nulla con il disguido da cui, anzi, si smarca annunciando di voler sporgere denuncia contro ignoti per danneggiamento.

Di fatto a rimetterci sono stati i pendolari, costretti ad intraprendere un’altra odissea, a sole due settimane di distanza dal blackout che il 27 novembre scorso aveva messo a soqquadro la tratta Udine - Trieste. Quel giorno un guasto alla linea elettrica avvenuto nella stazione di Udine aveva coinvolto in tutto 16 treni. Ieri i convogli interessati da ritardi o cancellazioni sono stati una decina. Due Frecce (Trieste - Roma delle 6.44 e Trieste Milano delle 7.05, entrambe arrivate con più di 50 minuti di ritardo); un Intercity (Trieste - Roma delle 7.21 con più di 54 minuti di ritardo); cinque regionali (Venezia - Trieste delle 6.41, 32 minuti di ritardo; Venezia - Trieste delle 9.53, 27 minuti di ritardo; Trieste - Udine delle 6.20, 70 minuti di ritardo; Trieste - Udine delle 7.50 con 47 minuti di ritardo e Trieste - Mestre delle 7.15 con 57 minuti di ritardo). Peggio è andata a due regionali che sono stati perfino cancellati, uno nella tratta Cervignano - Trieste, l’altro da Venezia a Monfalcone.

C’è una sostanziale differenza, si accennava, rispetto a quanto accaduto due settimane fa. Potrebbe esserci infatti la mano di un sabotatore dietro al guasto del passaggio a livello in questione. Alle 7.05 una delle due sbarre, quella sul lato destro in direzione Venezia, non si è più alzata perché i sensori hanno improvvisamente smesso di funzionare.

Ciò ha comportato il blocco dei treni che sono dovuti rimanere fermi in linea fino a quando i tecnici di Rfi hanno provveduto a sistemare il marchingegno elettronico. Un intervento di una mezz’oretta in tutto che però è appunto bastato a provocare ritardi a catena a tutti i treni in circolazione. Ora, quel passaggio a livello si inceppa di frequente, grossomodo una volta al mese. Rfi conta 12 guasti all’anno, in parte causati dal maltempo in parte da attraversamenti avvenuti con le sbarre abbassate o in movimento. Ieri poi la sbarra risultava perfettamente integra anche dopo il guasto; pare dunque poco probabile che un’auto possa esserci andata a sbattere contro. Difficilmente si riuscirà a individuare eventuali resposabili perché le telecamere di

sorveglianza in quel punto registrano immagini solo nel caso in cui vi siano ostacoli all’interno della linea. Rfi mantiene le riserve, parlando di un danneggiamento che può essere stato provocato in modo volontario o meno. Ma chi quel territorio lo frequenta, sa quanto il passaggio a livello Ronchi Sud sia odiato per i lunghi tempi di chiusura. Rfi è stata persino costretta a installare delle transenne per impedire ai pedoni d’infilarsi pericolosamente sotto. Il Comitato dei pendolari Fvg, per voce di Andrea Palese, chiede uno studio per valutare come extrema ratiodi bypassare il passaggio. «Un’operazione che andrebbe però concordata con gli enti locali», risponde Rfi. —


 

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