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Colpo di scena all’asta genovese: venduta la raccolta Sciarrelli

Il produttore delle carte Modiano ha acquistato in blocco per 70 mila euro il lotto battuto nonostante la procedura di “interesse culturale” della Soprintendenza

TRIESTE Invece no. La casa d’aste genovese Cambi, nonostante l’accensione della procedura di “interesse culturale” da parte del soprintendente triestino Simonetta Bonomi, ha comunque proceduto a mettere all’asta la raccolta d’arte di Carlo Sciarrelli, il progettista nautico scomparso nel 2006.



Venerdì mattina nella sede di castello MacKenzie, la maison ha così battuto il “lotto Sciarrelli”, in catalogo dai numeri 95 a 164: aveva ricevuto un’offerta, proveniente da Trieste, per l’acquisto dell’intera collezione, assolvendo in un certo senso a quella che era stata la “mission” della Soprintendenza, ovvero il mantenimento della raccolta completa senza vendite frazionate.

A presentare la proposta era stato l’imprenditore triestino Guido Crechici, patron della Modiano, la storica azienda produttrice di carte da gioco. Al contatto con Genova ha provveduto Furio Princivalli, titolare della casa d’aste “Stadion”.

Alla fine Crechici si è aggiudicato il “lotto Sciarelli” per la somma di 70.000 euro. L’industriale - ha riferito Princivalli - ha telefonato al sindaco Roberto Dipiazza per informarlo dell’acquisto, che consente il ritorno integrale della collezione a Trieste: ricordiamo che l’assessore alla Cultura, Giorgio Rossi, si era mosso per evitare la dispersione delle opere. A “insidiare” l’operazione - sempre secondo l’antiquario triestino - sarebbe stato un imprenditore genovese, anch’egli interessato a rilevare la raccolta Sciarrelli, ma stavolta ha prevalso il versante adriatico.

Adesso bisogna capire come si articolerà il rapporto tra Cambi, Crechici e la Soprintendenza. Alcuni giorni prima dell’asta, in programma ieri l’altro, Simonetta Bonomi aveva deciso di vincolare disegni-studi-dipinti-modelli-strumenti appartenuti all’«architetto del mare», procedura che ha un tempo di 120 giorni per compiersi. La Soprintendenza aveva anticipato via-mail la comunicazione, che abbisogna di una raccomandata. Mercoledì pomeriggio la Bonomi aveva detto di sperare che Cambi non avrebbe messo in asta la collezione e venerdì pomeriggio palazzo Economo non era stato ancora informato sul fatto che invece la raccolta era stata “battuta”. Tra l’altro la lettera, con cui il soprintendente avvisava gli interessati (Cambi, gli eredi Sciarrelli, il ministero dei Beni culturali, il sindaco) circa l’avvio della procedura, conteneva un chiaro auspicio riguardo la possibilità che la raccolta fosse riallestita nel futuro Museo del mare al Magazzino 26. —


 

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