Affluenza flop al bando alloggi 2019, l’Ater proroga i termini di due mesi

Il complesso Ater di viale d’Annunzio meglio noto con il nome di “Vaticano”

Erano attese 3.500 domande, ne sono arrivate 2.300. E chi non si fa avanti rischia di restare escluso da due graduatorie

TRIESTE. Era attesa una “pioggia” di almeno 3.500 richieste. Ne sono arrivate appena 2.300. Le domande di partecipazione al bando 2019 indetto dall’Ater sono state insomma ampiamente al di sotto delle aspettative. Tanto che, per tentare di risollevare l’affluenza “flop”, si è scelto di far slittare al 28 febbraio 2020 la scadenza originariamente fissata al 20 dicembre 2019.



Il calo è particolarmente evidente se si confrontano i numeri attuali con quelli registrati nel 2017, quando a far domanda per ottenere un alloggio Ater erano stati 3.985 aspiranti inquilini. La graduatoria di questo bando, pubblicata nel 2018, però è ancora aperta. Come da regolamento, deve infatti rimanere in vigore almeno due anni o fino alla pubblicazione della nuova graduatoria definitiva del successivo bando.

Ed è probabilmente proprio questo aspetto, secondo l’amministrazione presieduta da Novacco e diretta da Franco Korenica, ad aver tratto in errore. Molti aspiranti condomini, cioè, potrebbero non aver partecipato al nuovo bando 2019, la cui graduatoria definitiva verrà pubblicata il prossimo giugno, perché convinti di essere già “a posto” in quanto inseriti in quella precedente.

«Probabilmente – spiega Stefano Barbagallo, funzionario direttivo dell’utenza in Ater – le persone attendono che si esaurisca la graduatoria 2018 e così non fanno domanda per il nuovo bando». Ma questo ragionamento può rivelarsi doppiamente pericoloso: le persone rischiano cioè di non rientrare né nella graduatoria precedente né in quella futura.

L’Ater ha cercato di pubblicizzare questa novità il più possibile, anche inviando delle lettere ai diretti interessati. Non c’è stata però la risposta attesa. Manca all’appello, in particolare, quella fascia a cui più si rivolge oggi l’Ater: giovani e famiglie. Sempre secondo il regolamento modificato nel 2018, sono stati infatti rivisti i parametri dei punteggi rispetto a un tempo, quando venivano privilegiate soprattutto le persone anziane. Tra le 2.300 domande avanzate finora compaiono in particolare nuclei monoparentali, composti da padre o madre con figlio, anziani, single e donne vittime di violenza.

Ma perchè, si chiede qualcuno, l’Ater ha pubblicato due bandi a distanza così ravvicinata? La risposta è presto detta: con la legge regionale 24/2018 sono cambiati i requisiti di residenza. In particolare tra le novità che hanno indotto l’Ater ad avviare un nuovo avviso c’è la richiesta, per i cittadini extracomunitari, di comprovare con un certificato l’assenza di proprietà nel paese di origine e di provenienza, e il numero di anni di residenza in Italia per ottenere un alloggio: erano due, sono diventati cinque, anche non continuativi, degli ultimi otto trascorsi nel territorio della regione. 

 

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