La Corte dei conti avvia un’inchiesta sulla paralisi del cantiere a Cattinara

L'ospedale di Cattinara

Fascicolo aperto per accertare eventuali danni erariali nel caso maxi appalto. A giorni la decisione di Rizzani de Eccher

TRIESTE La Corte dei conti accende un faro sull’appalto dei lavori di Cattinara. Nelle scorse settimane la magistratura contabile del Friuli Venezia Giulia ha aperto un fascicolo, prendendo le mosse dall’affidamento delle opere al raggruppamento di imprese capitanato dalla coop veneta Clea e ripercorrendo il filo degli eventi che hanno visto la denuncia delle inadempienze dei costruttori da parte dell’Azienda sanitaria, l’interruzione del contratto e lo scorrimento della graduatoria con conseguente trattativa in corso con l’impresa Rizzani de Eccher.


Mentre prosegue l’indagine della Procura del Tribunale di Trieste alla ricerca di profili di rilevanza penale, il procuratore della Corte dei conti Tiziana Spedicato ha dato il via a un’istruttoria per verificare la correttezza delle procedure e l’eventuale sussistenza di danni erariali. I tempi dell’inchiesta non sono noti, anche perché la situazione è in svolgimento e bisognerà attendere la stipula del nuovo contratto, nonché stesura e approvazione del progetto esecutivo. Rizzani de Eccher dovrebbe intanto dare a giorni il placet alla proposta di contratto avanzata dall’AsuiTs: seguiranno il decreto di aggiudicazione da parte dell’Azienda, la verifica dei requisiti e la firma fissata dopo le festività natalizie.



Dal poco che trapela in questa fase, Spedicato sta esaminando gli aspetti riguardanti il contratto stipulato con Clea, il progetto presentato dalla cooperativa, le diffide all’impresa e lo stop dei lavori deciso dall’AsuiTs. Il materiale è stato regolarmente trasmesso dall’Azienda: «Ci siamo ovviamente messi disposizione per fornire documenti e chiarimenti», sottolinea il commissario Antonio Poggiana.

Gli aspetti di potenziale interesse per la magistratura contabile sono molti, a cominciare dalle ragioni che hanno condotto l’AsuiTs a sciogliere il contratto, nonostante la decisione di Poggiana fosse in contrasto con quella del responsabile unico del procedimento Elena Pavan, ingegnere dell’Azienda incaricata di seguire le opere, secondo cui dare altri tre mesi per il perfezionamento del progetto esecutivo avrebbe permesso a Clea di risolvere le questioni irrisolte. Una partita giocata anche con la scelta irrituale da parte dell’Azienda di chiedere alla Commissione sismica un parere informale sui contenuti del progetto riscritto da Clea dopo la diffida.



Possibile che l’indagine guardi anche più indietro, esaminando le modalità di affidamento dei lavori pur in assenza di convincenti garanzie fideiussorie da parte dei vincitori della gara, fatto questo già oggetto di un contenzioso aperto (e perso) davanti al Tar da parte proprio della Rizzani de Eccher, classificatasi alle spalle di Clea nella graduatoria finale. La gestione dei lavori ha coinvolto i commissari e direttori Nicola Delli Quadri, Adriano Marcolongo e Antonio Poggiana, che nel corso dei rispettivi mandati hanno compiuto ciascuno scelte fondamentali: il primo firmando il contratto e dando il via allo sventramento di cinque piani dell’ospedale, il secondo aprendo le procedure di diffida, il terzo respingendo le varianti proposte da Clea e arrivando alla sospensione del cantiere. —




 

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