Il Tar boccia il ricorso sui lavori dei binari: l’iter per il tram dribbla il nuovo stop

Un'immagine del tram di qualche tempo fa

Il sindaco in Consiglio: «Nessun rallentamento per le opere». Rinviato il piano alienazioni, lungo dibattito sulla pipì dei cani

TRIESTE È stato bocciato il ricorso al Tar sull’appalto per i binari del tram di Opicina. È la notizia più importante emersa ieri sera in Consiglio comunale, ma non è l’unica: il piano delle alienazioni del Comune è stato rinviato, sullo sfondo delle tensioni in maggioranza sulla vendita di villa Haggiconsta. Non ultimo, discutendo il regolamento per la gestione dei rifiuti urbani, l’aula ha dibattuto a lungo dell’ipotesi sanzioni per i padroni dei cani che urinano negli spazi pubblici.

Collaudo sfortunato per il tram: bloccato per mezz'ora da un furgone in divieto



La notizia riguardante il tram è stata comunicata dal sindaco Roberto Dipiazza in apertura di lavori: «Il ricorso è stato bocciato, ora potremo avviare il cantiere senza rallentamenti». Il ricorso era stato presentato da una ditta che non era stata invitata a partecipare alla gara d’appalto, ma il Tar ha ritenuto non fosse fondato e l’ha quindi rigettato.



L’altro grande tema di ieri sera in realtà non è stato discusso: il piano delle alienazioni doveva essere presentato dall’assessore Lorenzo Giorgi, che però non ha potuto partecipare alla seduta. Assenza provvidenziale, visto che ancora in mattinata gli orientamenti interni alla maggioranza parevano divergere. Un emendamento tecnico presentato da Forza Italia puntava a preservare «l’impianto di villa Haggiconsta» dopo l’eventuale vendita.

Un altro, presentato dalla Lega, proponeva invece di stralciarla. Un tema su cui in giunta, nel corso di giornata, gli animi si sono riscaldati. Anche perché l’attenzione sul tema è alta: lo provava la congrua delegazione di Aias presenta in aula all’inizio dei lavori. Sia come sia, il testo è stato rinviato e pare si vada verso l’eliminazione della villa dalla lista dei beni alienabili. Commenta il capogruppo forzista Alberto Polacco: «Abbiamo fatto un ragionamento con il sindaco e il vicesindaco Paolo Polidori e l’orientamento concorde nella maggioranza è tenere la villa nei beni comunali, anche se la finalità di centro diurno sarebbe stata mantenuta in ogni caso. Ora però bisognerà aprire un ragionamento sul suo futuro, visto che ristrutturarla costa sei o sette milioni».

Infine il confronto sulle urine dei nostri amici a quattro zampe. La modifica è stata proposta dal pentastellato Paolo Menis: «Fra le tante proposte ho chiesto di inserire l'obbligo, per i proprietari di cani, di lavare con acqua l'urina dei propri animali, almeno nei mesi più caldi (da giugno a settembre)». La proposta ha trovato sostegno nell’opposizione, ad esempio il dem Marco Toncelli o Sabrina Morena di Open Fvg, ma ha suscitato la resistenza della maggioranza. Per il dipiazzista Roberto Cason «secondo le regole vigenti la sanzione andrebbe dai 100 ai 600 euro. Concordo sul principio, ma non possiamo dare sanzioni del genere». Menis ha ribattuto che «secondo i pareri degli uffici la sanzione deve essere ancora determinata, sarebbe comunque molto più bassa». Alla fin fine l’emendamento è stato bocciato, ma è stato approvato quello del capogruppo leghista Radames Razza, che consente «ai titolari di negozi di posizionare in prossimità degli ingressi contenitori di acqua a disposizione per lavare l’urina dei cani». Durante il dibattito è intervenuto il sindaco: «Un’informazione: trattare un’area con l’aceto inibisce i cani dall’urinare in quel posto. Visto che il tema vi appassiona, volevo dare un contributo». —


 

Video del giorno

Autostrada A1 bloccata: l'incendio del camion è spaventoso

Gelato vegan al latte di cocco e ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi