Raccolta differenziata: un Comune su cinque in ritardo sul target del 65%

Le amministrazioni più virtuose, con picchi all’80%, nell’udinese e nel pordenonese. L’area triestina paga un avvio lento. In Fvg pratica cresciuta del 450% in vent’anni

TRIESTE. Il Friuli Venezia Giulia nelle classifiche nazionali si colloca ormai da anni tra le prime quattro regioni italiane per il raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata. E infatti i numeri parlano chiaro: nell’ultimo ventennio questa pratica è aumentata del 450% con il contributo di una buona parte dei Comuni. Con il primo Rapporto sui rifiuti urbani in Friuli Venezia Giulia, sviluppato dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa), viene offerta, prendendo in considerazione l’ultimo ventennio e in particolare l’anno 2017, per la prima volta, una rappresentazione organica e per temi della situazione di un settore importante come quello dell’ambiente.

L’andamento


Si ha così un quadro generale dell’andamento della produzione dei rifiuti, che si dimostra stabile dal 1998 a oggi, e della raccolta indifferenziata che, in modo inversamente proporzionale rispetto a quella differenziata, è in calo del 60%, ben oltre i dettami della legge che prevede la soglia del 50%. Restano tuttavia diverse criticità sulla raccolta dei rifiuti nei Comuni, in alcuni casi arrivati in ritardo, o ancora carenti. Insomma, resta molto da fare, in particolare per il conferimento corretto dell’olio esausto – alcuni Comuni non hanno ancora attivato la raccolta, soprattutto nel pordenonese e nell’udinese (Andreis, vicino al lago di Barcis, invece eccelle per il valore più alto di raccolta pro capite) – e per i rifiuti spiaggiati.



I dati

La panoramica redatta dall’Arpa mostra diversi dati positivi. A partire appunto dalla produzione, sempre costante, nell’ultimo ventennio, di rifiuti. Tra le 500 e le 600 mila tonnellate l’anno. Lievi sono gli aumenti registrati tra il 2017 (571.500 tonnellate) e il 2018 (575.000 tonnellate). Così come invariati restano anche i chilogrammi pro capite: nel 1998 erano 471 e nel 2017 470. Una media inferiore a quella nazionale che è di 489 chilogrammi per abitante e a quella della macroarea del Nord Italia (503 kg/abitante), tanto da posizionare la regione al decimo posto nella classifica nazionale. Un grosso passo in avanti, sempre negli ultimi vent’anni, è stato fatto anche nell’indifferenziata, diminuita del 60%: da 489.000 tonnellate nel 1998 a 185.000 nel 2018. La percentuale di riciclo nel 2017 si è attestata al 69,45%. Il dato più eclatante è forse il 450% in più che registra la pratica della raccolta differenziata. Una crescita che fa bene all’ambiente.



Comuni virtuosi e non

Nel 2016 il territorio del Fvg ha raggiunto e superato il target del 65% della raccolta differenziata sul totale della produzione di rifiuti, rientrando tra le prime quattro regioni nelle classifiche su base nazionale per il raggiungimento degli obiettivi. Il prossimo target è per il 2024, quando si prevede di arrivare al 70%. Nel frattempo però si riscontra che i risultati non hanno visto la partecipazione di tutti i Comuni del Fvg: il 22% – più di uno su cinque – non è riuscito infatti a raggiungere la prima soglia imposta. Di questi, il 14% non arriva nemmeno al 40%. Sono in ritardo rispetto all’obiettivo quei Comuni, racconta l’Arpa, che non hanno ancora adottato il sistema di raccolta di separazione della frazione organica e del secco residuo. A influire sicuramente in generale le molte difficoltà legate ai diversi sistemi di gestione applicati, appunto, e alla comunicazione, non sempre univoca. Il 22% di amministrazioni municipali ha invece toccato valori eccellenti, superiori all’80%. Di queste, il 52% sono localizzate nell’udinese, il 44% nel pordenonese e il 4% nel goriziano. Trieste, invece, sta pian piano prendendo velocità poiché ha avviato la raccolta differenziata dei rifiuti più tardi rispetto ad altre aree.

 

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