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Il Comune rilancia l’appeal del Carciotti: 21 appartamenti e cauzione ridotta

Al via la quarta asta. Prezzo base confermato a 14,9 milioni.Ma stavolta c’è la possibilità di ricavare una serie di alloggi

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TRIESTE Asta gusto classico. Il Comune non deflette dalla strada intrapresa e, nonostante gli zero punti raccolti nelle tre precedenti gare, ritenta la vendita di palazzo Carciotti seguendo lo schema di gioco finora adottato. Buste ricevibili fino al 15 febbraio 2020, prezzo base confermato a 14,9 milioni.



Con tre novità che saranno inserite nel bando, di imminente lancio, per conferire più interesse e più sicurezza all’operazione. La prima: l’offerente deve essere “accompagnato” da un advisor (leggi consulente) il cui autorevole avallo accrediti la tenuta della proposta. La seconda: la cauzione viene abbassata dal 10%, cioè da 1,5 milioni, al 2,5%, cioè a 350.000 euro. La terza: il testo del bando esplicita (nel senso che era già previsto le altre volte ma evidentemente con eccesso di esoterismo) la possibilità di ricavare dalla neoclassica creatura di Matteo Pertsch 21 appartamenti, collocati nella parte posteriore dell’edificio, quella che si getta in via Cassa di risparmio.



È chiaro che il Comune cerca di evitare l’ulteriore forfait del mercato e tenta di attrarlo con facilitazioni finanziario-immobiliari. Il problema non è tanto il prezzo dell’edificio, comunque ingente, ma il conseguente cantiere: se l’ex sede Ras, che era in buone condizioni, è stata trasformata in hotel con un investimento superiore ai 25 milioni, figurarsi l’onere della riqualificazione alberghiera di uno stabile problematico come il Carciotti.



La decisione favorevole alla quarta puntata è stata assunta ieri pomeriggio, al termine di un summit durato un paio d’ore con la partecipazione del sindaco Dipiazza, dell’assessore Lorenzo Giorgi, del segretario generale Santi Terranova, dei dirigenti Enrico Conte e Luigi Leonardi. Le ipotesi della vigilia erano riassumibili in tre scenari: ribadire la gara, impostare un project financing di natura privata (come il centro congressuale in Porto vecchio e non come casa Francol), valutare la possibilità di “mixare” asta e finanza di progetto.

Diciamo subito che non c’è stato dibattito, perchè il project financing è uno strumento complesso da sviluppare in una tempistica non immediata, mentre l’asta è proceduralmente più rapida e consente - a Dio piacendo - di incassare. L’assessore Angela Brandi aveva riferito la volontà di Dipiazza di reinvestire l’eventuale malloppo sull’ex caserma di via Rossetti, per realizzare l’agognato campus scolastico che, a un anno e mezzo dalle amministrative, rischia di avvolgersi in oniriche dissolvenze.


In una giornata all’insegna del neoclassico, Conte ha incontrato il legale di Gehrard Fleissner, l’imprenditore di Graz che lo scorso 25 ottobre aveva pensato bene di versare l’1% della cauzione, invece del 10%. L’austriaco avrebbe provato un altro tentativo, ma la sua volontà di costruire garage subacquei sotto il Carciotti deve fare i conti con il rischio idrogeologico di cui è competente la Regione Fvg. —


 

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