La scuola non va giù? Ci pensano i volontari di “Non uno di meno”

Una alto una bicicletta, simbolo del progetto Non uno di meno il cui motto è “Pedala, scopri, costruisci e meravigliati"

Festeggia 10 anni il progetto contro la dispersione scolastica lanciato da San Martino al Campo. Il motto? «Pedala e scopri»

TRIESTE Un ragazzo ne saluta con gioia un altro. E poi un altro ancora. Da due, si diventa tre. E poi, quattro. Cinque. Sei. Eccoli gli ex studenti della scuola SMaC con i loro educatori e volontari, insieme per festeggiare i dieci anni del progetto “Non uno di Meno”, nato da una proposta della Comunità di San Martino al Campo con l'idea di combattere il fenomeno della dispersione scolastica.

Negli anni, quest’esperienza pedagogico-didattica è diventata un servizio fondamentale per la città in quanto ha permesso a diversi ragazzi in difficoltà di superare l’esame statale di scuola media.


“Non uno di meno” è un progetto del Comune di Trieste che conta la collaborazione delle Cooperative “La Quercia” e “Duemilauno Agenzia Sociale” e degli Istituti scolastici Comprensivi triestini, ma anche delle “mamme sociali” (che si occupano di preparare la merenda per la ricreazione), di vari volontari e dei ragazzi del Servizio Civile Nazionale.

Gli educatori della Comunità di San Martino al Campo e delle due cooperative collaborano con docenti volontari, assistenti sociali e psicologi. L’obiettivo, da sempre, è quello di lavorare in rete per orientare e responsabilizzare adolescenti in condizioni di disagio, restituendo loro la speranza nella vita. Il Centro SMaC è una scuola (fisicamente si trova in via Molino a Vento 83), ma non solo.

Come funziona? La mattina, i giovani sono accolti dai loro educatori e rielaborano le proprie esperienze. Dopodiché, iniziano le lezioni dei docenti volontari. Un giorno a settimana, i ragazzi sono impegnati in una serie di laboratori per «imparare attraverso l'esperienza». In questi anni, alternando attività educative e didattiche, diversi ragazzi sono riusciti a reinserirsi nei normali circuiti scolastici.

Riccardo Taddei, Responsabile del Progetto “Non uno di meno”, racconta: «Per uno o due anni accogliamo e supportiamo questi ragazzi. Di fatto non siamo una scuola, siamo un progetto educativo».

La Comunità punta sull’idea di rafforzare l’autostima dei ragazzi anche attraverso laboratori pomeridiani e gite scolastiche (anche all’estero). Il motto di Riccardo Taddei per i suoi ragazzi è semplice e impegnativo allo stesso tempo: «Pedala, scopri, costruisci, allarga il campo delle tue esperienze e meravigliati vedendo che la scuola ascolta ciò che hai appreso facendo».

Per tagliare sempre nuovi traguardi e offrire aiuto concreto ai ragazzi con qualche difficoltà a scuola c’è bisogno però di nuove “leve”. Il referente del centro SMaC apre cioè la caccia a ulteriori volontari e, soprattutto, crede che questo percorso vada potenziato ed allargato sempre più tra le varie realtà scolastiche triestine. Un altro risultato in questo senso è già arrivato: di recente è nato anche “Qualcuno con cui correre”, un progetto sperimentale di successo, che coinvolge questa volta anche le scuole superiori.

Per info:smartinocampo.it —


 

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