L’Hilton anticipa il taglio del nastro: hotel aperto da martedì 3 dicembre

La relax area all’interno del nuovo hotel Hilton

Ok il rodaggio del ristorante: ospite Dipiazza. Ieri sera la festa con 200 dipendenti del gestore Hnh

TRIESTE Antipasto: capasanta scottata, crema di ceci e tarallo al limone. Secondo: branzino, crema di mais, variazioni di carciofi. Dessert: coppetta di fragole al gin e gelato alla vaniglia. Vini: Chardonnay Jerman 2018 e Ribolla gialla Villa Russiz 2014. Ieri all’ora di colazione ecco l’esordio triestino di Pasquale Sacco, chef calabrese del ristorante interno all’hotel Hilton Double Tree, realizzato in piazza Repubblica laddove una volta operava la direzione delle assicurazioni Ras. Ospite d’onore: il sindaco Roberto Dipiazza, scortato da Giorgio Rossi nella versione di assessore al Turismo.

Hotel Hilton in piazza della Repubblica, ultima tranche di lavori prima dell'inaugurazione



E ieri sera, invece, la tradizionale festa con cui la Hnh della famiglia Boccato, gerente del “quattro stelle”, accompagna l’inaugurazione dei nuovi alberghi: invitati nel grande palazzo, disegnato da Arduino e Ruggero Berlam a inizio Novecento, 200 dei 500 dipendenti provenienti dagli hotel di Jesolo, Venezia, Mestre, Verona, Gorizia, Bologna.



Per non perdere tempo, Luca Boccato, amministratore delegato della società veneta (controllata dalla famiglia con il 66%, al fondo Siparex il 34%), ha convocato anche i 7 membri del cda in hotel, forse per rinverdire l’originaria vocazione finanziaria dello stabile.

C’è subito una novità: l’albergo apre i battenti martedì prossimo 3 dicembre, anticipando di una settimana la data precedentemente fatta circolare. In effetti Boccato aveva detto che avrebbe cercato di forzare i tempi sul giorno 3 e il tentativo è andato a buon fine: obiettivo festeggiare un buon Natale e un felice Capodanno. Quindi, da martedì chi intenda fermare una camera all’Hilton triestino, lo può fare.



Mancando 72 ore al “d-day”, si avverte all’interno del palazzo una comprensibile adrenalina da allestimento. Il personale reclutato comincia a schierarsi sotto lo sguardo dello stesso “patron” Boccato e del direttore Tito Di Benedetto, catanese con dieci anni di milizia hiltoniana.

Il tour nell’inaugurando hotel consente di ripassare il restauro di interni e arredi, che la Soprintendenza ha preteso filologico. al punto che sono rimasti al loro posto negli scalini persino gli anelli d’epoca che bloccano la corsia. Potente la concergie, alle cui spalle esplode la policromia del gladiatore scolpito da Gianni Marin. Al primo piano scorrono il bar Berlam, le salette degli spazi comuni dove il tempo si è fermato agli anni di Frigessi. Un occhio alle cucine, dove opera il maestro Sacco. Il ristorante svela la prima apparecchiatura, dove si è accomodato il primo cittadino.

Ascensori panoramici per salire verso le stanze. Una delle più belle è la 229, al secondo piano, dove una volta c’era il circolo ricreativo dei dipendenti Ras. Notevole l’affaccio su Corso Italia (siamo sopra Coin) con vista sul colle di San Giusto. Ancora due livelli per visitare al quarto piano la vasta zona destinata alla palestra e alla “spa” dotata di sauna finlandese, bagno turco, aule relax: ma potranno utilizzarla solo i clienti dell’hotel. —




 

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