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I due tunnel dei migranti sotto il muro ungherese

La polizia ha scoperto gallerie sotterranee utilizzate per oltrepassare il confine dalla Serbia evitando il filo spinato eretto da Budapest. Fermate 44 persone

Stefano Giantin
2 minuti di lettura

BUDAPEST Erano fra gli stratagemmi più audaci e rischiosi usati da dissidenti e fuggiaschi per tentare di scappare dalla Germania Est, bypassando Muro e “Vopos”. Anche oggi sono utilizzati per passare irregolarmente dal Messico agli Stati Uniti. Ma creare tunnel nel sottosuolo per attraversare confini sigillati non è retaggio della Guerra Fredda o qualcosa che accade oggi solo in paesi remoti. Succede ora anche nel cuore dell’Europa, lungo quella frontiera tra Serbia e Ungheria che Budapest ha chiuso con una grande barriera metallica già nel 2015. Impossibile passare, all’apparenza. Non devono averla però pensata così le persone - ignote: non si sa con certezza se trafficanti o migranti - che hanno scavato ben due gallerie al di sotto del confine serbo-magiaro: soluzione inedita in Europa, una via sotterranea usata da migranti e profughi per passare da un paese all’altro e proseguire il viaggio verso l’Europa più ricca.



La scoperta dei cunicoli è stata resa nota ieri dalla Polizia magiara. Uno di essi - lungo 34 metri, largo 50 centimetri e alto 60, scavato a sei metri di profondità - si trovava presso il villaggio di Asotthalom. Proprio lì la polizia magiara ha colto in flagrante 44 migranti, di nazionalità sconosciuta, fermati dopo che avevano utilizzato il passaggio sotterraneo. Anche un cittadino serba è stato arrestato, messo sotto accusa per traffico di migranti: un fermo che suggerisce che le gallerie siano state scavate da “smuggler”, trafficanti, ingegnosi e senza scrupoli.

Il secondo cunicolo, lungo 21 metri e la cui uscita era localizzata nei pressi del paesino di Csikeria, seppur completato non sarebbe invece mai stato utilizzato dai migranti, hanno specificato le autorità magiare. Autorità che hanno aggiunto che i tunnel sarebbero stati scavati nelle ultime settimane. Di certo nessuno potrà mai più usarli, dato che la Polizia li ha subito chiusi ermeticamente.

Le guardie di frontiera stanno usando al momento droni e scanner particolari alla ricerca di nuove gallerie. I tunnel, quelli di Csikeria e Asotthalom, erano pericolosissimi, «scavati manualmente» senza piazzare sostegni sulla volta e potenzialmente «letali» in caso di crollo, ha precisato la Polizia di frontiera ungherese. E potevano «cascare in ogni momento», ha assicurato il funzionario Jeno Szilassi-Horvath. Se la sicurezza non è stata la priorità di chi li ha sbancati, di certo si è lavorato molto a «mimetizzarli» al meglio con foglie e rami e vegetazione, per evitare che fossero notati dagli agenti. Le gallerie segnalano anche trend inediti, «nuove tecniche per tentare di scardinare la barriera confinaria ungherese», ha confermato Gergely Gulyas, capo di gabinetto del premier Viktor Orban.

Nel frattempo la pressione sul confine magiaro sarebbe di nuovo in aumento, malgrado il muro. E crescerà nei prossimi mesi «in maniera costante», ha previsto ieri il ministro degli Esteri, Peter Szijjártó. Secondo dati forniti dallo stesso Gulyas, quest’anno sono stati quasi 12mila i migranti che hanno provato a entrare irregolarmente in Ungheria, in questo solo mese i tentativi respinti sono stati ben 2.418, ben più del doppio della media. Di questi, almeno 44 hanno cercato fortuna via sottosuolo. Invano. —


 

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