Domani i funerali di Cecilia Seghizzi

Ultimo saluto alle 14.30 in Duomo alla compositrice e pittrice Il nipote di Biagio Marin ricorda i legami stretti fra le famiglie



Ha una data il funerale di Cecilia Seghizzi: domani alle 14.30 nella chiesa dei Santi Ilario e Taziano. Il Duomo. Come annunciato sarà monsignor Ruggero Dipiazza a celebrare la funzione a cui non mancherà un accompagnamento con il coro e l’orchestra dell’Accademia musicale Città di Gorizia. La parte strumentale sarà diretta da Carlo Grandi, mentre il maestro di coro sarà Manuela Marussi. Verranno eseguite alcune pagine del Requiem di Mozart (tra cui, probabilmente, il Lacrymosa), oltre all’Ave Maria di Gounod e a una composizione di Laura Grandi sul tema del compianto. Il programma, in ogni caso, non è ancora definito nel dettaglio e forse prevedrà anche la presenza di altri artisti e compagini: sono molte, infatti, le realtà culturali e artistiche che tengono a omaggiare la memoria della signora Cecilia e di certo altri momenti commemorativi non mancheranno nel prossimo futuro.


C’è poi da scommettere che tali iniziative contribuiranno a ricostruire quella storia di Gorizia e del territorio che, con la scomparsa di Cecilia, ha perso una testimone di primo piano. Per esempio, tra i tanti che, in questi giorni, tengono a ricordare la signora Cecilia c’è Marino Marin, che, nel definirla «una donna estremamente determinata, uno spirito libero, pronto ad affrontare qualsiasi esperienza, tanto da aver cominciato a usare il computer a cento anni», desidera soprattutto soffermarsi sul legame tra Biagio Marin (di cui è il nipote) e i Seghizzi. «Dopo il ritorno da Wagna con la figlia nel 1919 Cesare Augusto Seghizzi giunge nuovamente a Gorizia e si riformano i rapporti basati su Nino Paternolli (l’amico intimo di Michelstaedter e Mreule), non più nella soffitta distrutta, ma in via Dante al civico 6, dove è la sua nuova residenza – afferma Marin –. Sono i Pocar, i Bonnes, i Camisi e i Seghizzi, appunto. Cesare Augusto musica le poesie di Marin dal 1923 al 1925 ed è suo collega quale insegnante alle magistrali. Nasce così la loro amicizia, pur con caratteri diversi. Cecilia, invece, musica le poesie di mio zio dal 1947 al 1948: tredici in tutto. È il momento del canto corale. Insegna alla Scuola di musica e nel nome del padre crea un centro di propulsione culturale e musicale. Poi, crea, con i suoi allievi, un complesso polifonico, che dirige».

Peraltro, “I Seghizzi e Marin” è anche il titolo di un libro pubblicato una decina d’anni fa, che, il nipote di “Biaseto” definisce «una memoria storica voluta dalla stessa Cecilia per rendere pubblici quei legami». Tra i tanti ricordi, poi, che affiorano dalla sua memoria c’è quello di una Cecilia «già anziana, che faceva lunghe passeggiate sulla sabbia, fino alla pineta e amava nuotare assieme a mia moglie Luisa, di cui era molto amica fino agli ultimi tempi, e a qualche loro stretta conoscente». Il rapporto con Grado è stato infatti dalla musicista, acquarellista e didatta mantenuto fino ai suoi ultimi anni.

Tornando all’estremo saluto a Cecilia, alla fine della cerimonia, la salma verrà cremata. Quindi, il suo corpo andrà a riposare nella tomba di famiglia del Cimitero centrale, dove sono già sepolti il papà Cesare Augusto, la mamma Palmira Pizzioli e il marito, il musicista milanese Luigi Campolieti. —



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