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Muggia allagata, danni per 300 mila euro

Sono 28 le attività economiche e 15 i privati che hanno subito conseguenze pesanti. Sostegno bipartisan dalla politica

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TRIESTE. Esattamente 28 attività economiche e 15 soggetti privati coinvolti, per un danno totale stimato in almeno 300 mila euro. Queste le prime cifre (non ancora definitive) degli effetti provocati dall’alta marea che tra martedì 12 e domenica 17 novembre hanno letteralmente messo in ginocchio il centro storico di Muggia.

LA SITUAZIONE

«I locali o le abitazioni più vicini al mare hanno vissuto purtroppo molteplici allagamenti. Danni sono stati segnalati anche da attività economiche come i pescatori, che hanno avuto allagamenti nei loro magazzini, e da due associazioni con sede sul mare. I danni sono stati limitati anche grazie a tutti coloro i quali sono intervenuti e in primis alla squadra di volontari della Protezione civile comunale che, ancora una volta, ha dato prova di grande professionalità, dedizione e umanità non risparmiandosi», ha spiegato il primo cittadino muggesano Laura Marzi.

ILLAVORO

Gli interventi della squadra di volontari della Protezione civile di Muggia, coadiuvati dai colleghi Gasilci Zpg Breg, dal Corpo pompieri volontari Trieste–Ff–Pgd e con l’importante supporto offerto da Pozzuolo del Friuli, sono stati molteplici. Complessivamente sono 916 le ore sostenute per affrontare l’emergenza. In tutte le giornate, inoltre, è stata presente sempre una pattuglia della Polizia locale del Comune di Muggia.
 

LA  POLITICA

Nella giornata di ieri il sindaco Marzi ha incontrato in municipio la senatrice Tatjana Rojc, il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo e il consigliere regionale Igor Gabrovec per fare il punto della situazione. «Ci aspettiamo che la giunta regionale si adoperi per Muggia come è stato fatto per Grado mettendo nella prossima legge di stabilità, che sarà votata a dicembre, le risorse necessarie per garantire la tenuta del tessuto socio economico di queste zone che, senza un adeguato sostegno, non riusciranno ad affrontare la prossima stagione turistica e neppure aiutare tutte quelle attività economiche azzerate dalla mareggiata», ha commentato Russo. Marzi ha rimarcato la necessità di «essere sostenuti per poter dar modo alle nostre attività commerciali ed economiche che hanno subìto danni anche molto pesanti in quei giorni, di poter ripartire». L’incontro era stato anticipato il giorno prima dalla visita della deputata Debora Serracchiani. «Ho avuto la conferma, da parte di tutti, che ci sarà la massima attenzione nei nostri riguardi nel momento in cui ci saranno la quantificazione del risarcimento danni e la programmazione di finanziamenti a cui potremo accedere per pianificare interventi di prevenzione – ha aggiunto Marzi –, inoltre ho avuto la piena disponibilità a sostenere la nostra causa dalle parlamentari Sabrina De Carlo e Laura Stabile, nonché dai consiglieri regionali Andrea Ussai e Claudio Giacomelli».

I MUTUI

Sempre ieri Unicredit ha comunicato il proprio sostegno al territorio muggesano colpito dal maltempo attivando una moratoria di 12 mesi sui mutui e speciali linee di finanziamento a tasso agevolato per le famiglie e le aziende colpite dalla calamità. La Banca metterà inoltre a disposizione un “Prestito sostegno” con tasso agevolato per i clienti privati residenti a Muggia vittime del maltempo e il “Pacchetto nuovo credito alle imprese”, con linea di finanziamenti chirografari-ipotecari a condizioni agevolate in favore di clienti imprese con sede legale-operativa nella cittadina istroveneta. «Tutte le agenzie Unicredit del territorio sono operative per dare le informazioni sulle procedure necessarie per l’ottenimento della sospensione dei pagamenti delle rate dei finanziamenti e per ulteriori informazioni», ha fatto sapere Unicredit.

IL TERRITORIO

Marzi ha voluto infine mettere in evidenza: «Il nostro territorio ha una serie di fragilità che devono essere oggetto di attenzioni e di interventi futuri, data la frequenza con la quale si verificano eventi atmosferici di portata anomala. In questo scenario sarebbe auspicabile, per esempio, anche restituire il piano Casa Italia e spingere per la realizzazione della mappa dei rischi naturali dei comuni italiani». —


 

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