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Nasce la Guardia del Litorale formazioni contro i migranti

Un gruppo della Guardia della Stiria in una foto d’archivio

È una costola della analoga formazione della Stiria già nel mirino della polizia e dell’autorità giudiziaria. Il leader del nuovo gruppo: «La legge va rispettata»



Slovenia, piccoli paramilitari crescono. Il Consiglio per la sicurezza nazionale ha appena incaricato i ministeri della Giustizia e dell’Interno a prevedere una modifica del codice penale affinché sia vietata la nascita di formazioni paramilitari nel Paese ed ecco che oltre alla Guardia della Stiria spunta anche la Guardia per il Litorale, costola della stessa matrice ideologica nazionalista della prima. «Sì, la Guardia è stata istituita» , conferma alle Primorske Novice Erik Ratej di Ilirska Bitrica (Villa del Nevoso), «ci siamo radunati in dodici - prosegue - e ora vederemo che cosa c’è da fare». Ratej poi precisa che le operazioni saranno concentrate esclusivamente al monitoraggio del confine con la Croazia per evitare l’immigrazione clandestina. I principi operativi saranno gli stessi della Guardia della Stiria guidata da Andrej Šiško già condannato dal tribunale per attività dedita al sovvertimento della costituzione della Slovenia.


Il leader della Guardia del Litorale sarà ovviamente Erik Ratej, nato nella Stiria slovena 38 anni fa ma poi trasferitosi a Ilirska Bistrica dove attualmente vive. La neo istituita Guardia ha una sua pagina Facebook sulla quale campeggia il simbolo che si sono scelti gli uomini di Ratlej, uno scudo con dietro due spade incrociate e che sul quale si legge la scritta “Primorska Varda” e, sotto, ci sono i simboli della Regione risalenti alla metà del XIX secolo ossia quelli di Trieste (l’alabarda), della Istria (la capra), di Gorizia e di Gradisca. Anche la Guardia del Litorale indosserà le mimetiche ma, al contrario dei fratelli della Stiria, non avrà con sé imitazioni di armi. «I principi operativi - spiega ancora Ratej - sono gli stessi della Guardia della Stiria, abbiamo collegamenti con la Guardia di Kranj e della Bela krajina». Il leader conferma che le operazioni della Guardia saranno concentrate unicamente a combattere il fenomeno dell’immigrazione clandestina e quando dovessero scoprire qualche attraversamento illecito del confine lo segnaleranno alla polizia. Alla domanda se avessero collegamenti diretti con le forze dell’ordine, Ratej risponde che questo è compito dei loro superiori. La polizia di Capodistria è a conoscenza della nascita della Guardia e, come conferma la portavoce Anita Leskovac, sta attentamente monitorando ogni sua azione o movimento. Polizia che è fermamente contraria alla nascita di questi gruppi paramilitari che operano nei pressi del confine in quanto determinano un grosso rischio per la sicurezza.

Relativamente alla presa di posizione del Consiglio per la sicurezza nazionale Ratej sostiene che questo tipo di dibattito non gli interessa ma poi precisa che «le leggi sono scritte per essere rispettate e noi non opereremo mai contro la legge». L’esperto per la sicurezza nazionale Branko Lobnikar ha affermato dagli schermi di Pop Tv che «era ora che l’autorità del Paese prendesse posizione su questo fenomeno mettendo bene in chiaro che nel nostro Paese questo è assolutamente indesiderato». Secondo Lobnikar la nascita e il proliferare di queste Guardie non serve a garantire la sicurezza, ma, al contrario, contribuisce a spargere il seme dell’insicurezza e della paura. —



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