Il più schizzinoso in famiglia? Lo rivela il “disgustometro”

Qui sopra una mamma si sottopone al “test del disgusto” sotto la guida di una ricercatrice della Sissa, centro che ha elaborato le prove

Genitori e figli alle prese con i test divertenti e insoliti proposti dai ricercatori Sissa nello spazio Tcc in stazione

TRIESTE«Sentirsi disgustati è un’emozione piuttosto umana - spiega Valentina Parma, neuroscienziata e attualmente ricercatrice all’Università di Filadelfia -. Capita a tutti di provarla, prima o poi, anche se non sempre siamo in grado di catturarla consapevolmente».

Fino a domani nello spazio Trieste Città della Conoscenza (Tcc) della Stazione ferroviaria, coppie di genitori e figli (in età da scuola primaria, 6-10 anni), potranno sperimentare il loro livello di disgusto attraverso dei test che consistono in varie esperienze sensoriali, finalizzate alla creazione di una scala per misurare il disgusto nei bambini. Lo studio, che fa parte dell’evento “La settimana (abbondante) del disgusto”, è condotto da un gruppo di neuroscienziate della Sissa – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste e della Temple University di Filadelfia. I risultati dell’indagine saranno resi noti a febbraio.


Il disgusto viene attivato da stimoli concreti, come il cibo, e da situazioni più astratte, come nel caso del “disgusto morale” verso un’azione “rivoltante”, cosa che vale anche per i più piccoli e che influenza le relazioni e le preferenze. «Lo sviluppo del disgusto nei bambini è ancora poco studiato - continua Parma che è responsabile scientifica dell’esperimento - ma sappiamo che molte delle nostre esperienze possono essere innate». Si tratta di comportamenti evitanti che si sono evoluti per proteggerci da tutti gli stimoli pericolosi che ci possono contaminare. «Pensiamo a come arricciamo il naso quando vediamo la muffa su un panino o sentiamo l’odore del latte andato a male - dice ancora Parma -. In queste condizioni non avviciniamo i cibi alla bocca e anzi li allontaniamo velocemente da noi».

Finora i partecipanti si sono divertiti a valutare chi in famiglia raggiungeva punte più alte nel “disgustometro”, il termometro del disgusto. «I più piccoli, ovvero i bambini di sei anni, sono stati coraggiosissimi e molto interessati a sperimentare il disgusto in tutte le sue forme. Diciamo che le risate non sono mancate! È stato anche interessante vedere - prosegue - come lo studio rappresenta un ulteriore spunto per il confronto tra genitori e figli».

Peter Pan, negli spazi di Tcc, ha incontrato una famiglia alle prese con il test. «È stato divertente: erano tutte cose disgustose, da odorare e da toccare», ha commentato Ellis, 9 anni, alla fine del laboratorio, esprimendo qualche riserva verso alcune somministrazioni. «Ho toccato e annusato tutto» ha detto invece divertito il fratellino Gabriel, il “meno disgustabile della famiglia”. E così è nato un interessante dialogo con i genitori: «Io sono molto “disgustabile”! Ma lo consiglio anche ad altre famiglie, è stata una bella esperienza! », ha ammesso mamma Nathalie. «Forse con l’età si tende a diventare più disgustabili per via delle esperienze che si associano a un odore o a un altro» ha aggiunto infine papà Daniele.

E allora, cosa aspettate? Siete ancora in tempo, oggi e domani, per prenotare un test e fissare un appuntamento dalle 11 alle 19, scrivendo a info@triesteconoscenza. it. –




 

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