Centrale, si rafforza il fronte del “no gas”

Faccia a faccia oggi del comitato quartieri e la società, domani gli ambientalisti. La Cgil insiste sulla riconversione 



La società A2A inizia a cercare un confronto con la città sul progetto di riconversione a gas naturale della centrale termoelettrica di Monfalcone. Quanto con quelli che ritiene i portatori più immediati di "interesse". Come il comitato di rione Enel che, però, ha coinvolto tutti gli altri comitati di quartiere, riuniti lunedì pomeriggio in un summit preliminare cui hanno preso parte anche Legambiente e l'associazione ambientalista Rosmann. Un appuntamento da cui rioni e associazioni ambientaliste sono usciti con una posizione compatta contro il progetto di riconversione a gas. Se l'associazione Rosmann e Legambiente avranno un confronto separato domani pomeriggio, negli uffici di A2A, il comitato rione Enel ha inoltre rifiutato di incontrare A2A nell'impianto energetico e il faccia a faccia avrà luogo in terreno neutro, oggi, nella sede del comitato rione centro, in piazza Falcone e Borsellino. Presente anche l'assessore comunale all'Ambiente Sabina Cauci, su mandato del sindaco Anna Cisint, che preannuncia la presentazione del progetto, elaborato da un pool di esperti per conto dell'ente locale, di utilizzo alternativo dell'area entro la fine del mese.


«Noi stiamo lavorando per scenari diversi, praticabili, rispetto alla riconversione a gas - aggiunge il sindaco -. Cosa che non mi pare di poter dire per il Pd monfalconese. La nostra preoccupazione è per la salute dei cittadini e dell'ambiente, in una città che ha già dato, molto, su questo fronte, ma anche per l'occupazione che un impianto a gas vedrebbe fortemente ridotta. I sindacati, invece, si stanno muovendo in modo coerente rispetto il loro compito primario. È il Pd a essere fuori contesto». L'amministrazione comunale, comunque, ha ben chiaro quali sono le regole d'ingaggio della partita, come ribadisce il sindaco. «La prima è che A2A è proprietaria dell'area», sottolinea. Una condizione cui si somma il decreto sul capacity market, cioè le regole introdotte dal legislatore per garantire la sicurezza del sistema e l'approvvigionamento di energia elettrica, attraverso la previsione di una remunerazione accessoria per quei fornitori di capacità elettrica che si impegnano a mantenerla e a metterla, in caso di necessità, a disposizione del sistema. «Per noi è però possibile una strada alternativa e presto lo dimostreremo», conclude Cisint. La Cgil isontina conferma invece, rispondendo indirettamente a Legambiente, il proprio sì al progetto di riconversione della centrale termoelettrica. «Anche per arrivare allo smantellamento e bonifica dei due gruppi a carbone contenenti amianto - spiega il segretario provinciale Thomas Casotto a nome della Cgil -. Ci chiediamo chi in alternativa si accollerebbe questo onere». Per la Cgil c'è poi il non trascurabile ammontare dell'investimento che A2A pare pronta a compiere «in un territorio che sta attraendo sempre meno iniziative imprenditoriali». Dire di no senza un'alternativa seria e credibile è, quindi, per la Cgil «pura follia. Se un'alternativa di questo genere c'è, siamo pronti in ogni caso ad aprire il confronto. Tenendo sempre conto che la società è proprietaria dell'area». La Cgil ribadisce infine di essere «sempre al fianco dei lavoratori, tenendo al centro della propria azione la tutela della salute degli stessi e dei cittadini». —



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