«È diventato un ritrovo di ragazzi violenti»: il questore chiude il McDonald’s in centro

Il Mc Donald's chiuso dalla questura (Lasorte)

Stop di una settimana al fast food, «teatro di numerose liti» tra giovani con precedenti legati anche «all’uso di droga»

TRIESTE Il questore Giuseppe Petronzi ha disposto la chiusura del McDonald’s di piazza Goldoni per una settimana. Troppe le liti tra gli avventori registrate all’interno del fast food. Troppi gli episodi che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. E non solo nelle ultime settimane. «Da maggio scorso a oggi – spiega la Questura in una nota – il locale ha rappresentato un punto di aggregazione per clienti di giovane età che si sono evidenziati per comportamenti violenti e di reciproca conflittualità, gravati da precedenti per reati contro la persona e il patrimonio o connessi all’uso di stupefacenti».

Per questo motivo, dunque, il questore Petronzi, ai sensi dell’articolo 100 del Tulps – il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza – ha firmato un provvedimento di sospensione della licenza che è stato notificato al titolare del pubblico esercizio ieri mattina, con decorrenza immediata. Il McDonald’s, scrive ancora la Questura, è «divenuto negli ultimi tempi teatro di numerosi interventi da parte delle forze dell’ordine per le numerose liti tra gli avventori avvenute al suo interno».



Le porte del fast food sono state quindi sbarrate e sulle vetrate è stato apposto, dagli agenti della squadra di Polizia amministrativa, un cartello che avverte della chiusura “forzata”. Durante il giorno è stato così un continuo viavai di ragazzi intenzionati a mangiare un Big Mac o una porzione di patatine, sorpresi da quell’ingresso precluso.



«Il provvedimento – spiega lo stesso questore Petronzi – segue una serie di episodi all’attenzione dell’autorità di pubblica sicurezza, riguardanti aspetti non secondari di sicurezza. Atteso ciò, sulla scorta dell’istruttoria effettuata, sono emersi elementi tali da argomentare il provvedimento di chiusura in atto da questa mattina (ieri, ndr)».



L’articolo 100 del Tulps dispone che la misura di pubblica sicurezza della sospensione della licenza possa intervenire in caso di “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento degli avventori costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

La chiusura del locale di piazza Goldoni costituisce il culmine di un mese contraddistinto da gravi casi di cronaca nera capitati in zona. È di pochi giorni fa la notizia delle intimidazioni ai danni di un minore avvenuto nella prima metà di ottobre proprio all’interno del McDonald’s da parte di due ragazzi, a loro volta minorenni. E risale sempre a ottobre, alla sera di sabato 12, l’accoltellamento di un diciassettenne sui gradini della Scala dei Giganti. Un episodio che ha rivelato la gang del “kalashnikov” e che ha portato in carcere per tentato omicidio il diciottenne di origine kosovara Albion Avdijaj e in una comunità un quindicenne nordafricano, ritenuto suo complice.

Nel tempo, proprio a tutela del locale e dei suoi clienti, la gestione aveva già preso dei provvedimenti, ingaggiando ad esempio nel fine settimana, quando è prevista l’apertura notturna, un vigilante. Anche l’accesso ai servizi igienici – utilizzati a volte dai giovanissimi per lo scambio di droga o per rapporti orali – è stato limitato con un sistema legato al possesso dello scontrino.

Misure che, evidentemente, non sono bastate.—


 

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