Tre slot non dichiarate nel bar: maxi multa da 100 mila euro

Una vettura della polizia davanti al bar Arena (Lasorte)

Il titolare rischia anche uno stop temporaneo dell’attività: la decisione a fine indagine

TRIESTE Tre slot machine completamente fuori norma, prive di autorizzazione e in nessun modo collegate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il bar Arena di via del Ghirlandaio 16/1 non solo gestiva autonomamente i macchinari ma incassava pure il denaro delle giocate senza pagare alcuna tassa. Uno sgarro non da poco, che costerà al locale una multa da 100 mila euro e il rischio di chiudere temporaneamente l’attività.



L’irregolarità è stata riscontrata grazie ai controlli disposti nei giorni scorsi dal prefetto Valerio Valenti e coordinati dal questore Giuseppe Petronzi, sotto l’egida del Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale, la sicurezza del gioco e la tutela dei minori. Cinque giornate di accertamenti in cui gli uomini della Questura, del Comando provinciale dei carabinieri e della Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno effettuato una capillare attività di verifica della regolarità di cinquanta esercizi dediti in città alle attività di gioco e alla raccolta di scommesse. Si tratta di verifiche con cadenza semestrale, che si aggiungono a quelle che ordinariamente vengono effettuate da tutte le forze di polizia nell’ambito delle attività sul territorio per un monitoraggio costante degli esercizi di settore. Diversi gli obiettivi cui puntano normalmente le forze dell’ordine: accertamenti sulle autorizzazioni, verifica del rispetto della normativa a tutela dei minori, che non possono accedere al gioco d’azzardo, e della legge regionale 26/2017, che impone diversi paletti al fine di contrastare la ludopatia.

Nel caso del bar di via Ghirlandaio l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha provveduto immediatamente al sequestro amministrativo delle tre slot. Sono in corso delle indagini alla fine delle quali il questore potrebbe valutare la chiusura per un tempo limitato del bar. Questo perché tutti gli apparecchi elettronici di gioco con vincite in denaro devono essere certificati e collegati alla rete, affinché vengano monitorati in tempo reale l’attività, il tipo di giocate, gli incassi, nonché il gettito fiscale.

Non è un caso isolato quello di via Ghirlandaio, perché il personale della Questura giuliana, coadiuvato dal Reparto prevenzione crimine di Padova, ha anche sanzionato tre esercizi per aver oscurato le vetrine dei locali destinati al gioco, pratica che la legge regionale 26/2017 punisce con multe fino a 5 mila euro. Ma non solo, in un’altra sala scommesse è stata riscontrata la presenza di un minorenne. In questa occasione l’ammenda è stata ancora più salata: nella fattispecie si parla infatti di sanzioni fino a 20 mila euro. Basta che sia presente in una sala bingo, scommesse o Vlt un giovane sotto i 18 anni perché il titolare possa incorrere in una sanzione. Suo obbligo è infatti chiedere il documento d’identità nei casi in cui l’età del fruitore sia sospetta. —


 

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