Esordio da “nonno paletta” a San Dorligo per Silvestro, nato «in piazza del fien»

Coren, triestino da mezzo secolo a Bagnoli, si rimette in gioco a 75 anni Senza dimenticare la grande passione per «la coltivazione degli olivi» 

IL PERSONAGGIO



Ha 75 anni, lavora tutti i giorni fra gli olivi del suo orto, come ha sempre fatto da mezzo secolo a questa parte, con l’entusiasmo di un giovane, e adesso ha deciso di proporsi anche come “Nonno paletta”, «perché aiutare i bambini – dice – è sempre una bella cosa». Lui è Silvestro Coren, nato a Trieste, «in piazza del fien», precisa riferendosi alla vecchia denominazione di piazza Foraggi, ma trapiantato da mezzo secolo a Bagnoli della Rosandra, dove vive con la moglie Pierina, da cui ha avuto due figli, Daniela e Walter.

Non appena ha saputo che il Comune di San Dorligo della Valle ha modificato il regolamento che disciplina la figura dei cosiddetti “Nonni paletta”, permettendo anche a coloro che hanno superato la settantina ma non sono ancora arrivati agli 80 anni di presentare le proprie candidature, non ha esitato un solo momento. «Sono stato un dipendente della nostra amministrazione comunale per tanti anni – spiega – e ricordo che già molto tempo fa si parlava di istituire questa figura dei “nonni paletta”, ma senza risultati concreti. Da qualche tempo invece l’idea è diventata realtà – prosegue – e appena ho saputo che potevo presentarmi, ho subito pensato che sarebbe stata un’ottima cosa cercare di salvaguardare i bambini, anche perché oggi gli automobilisti non hanno grande rispetto delle regole del Codice della strada».

Che Silvestro Coren sia dotato di un grande spirito di solidarietà e di una notevole volontà di adoperarsi per la comunità in cui vive lo dimostrano anche le sue scelte del passato: «Sono stato a lungo dirigente della società sportiva di San Dorligo della Valle, il Breg – sottolinea –, e ho sempre aderito alle iniziative volte al bene comune, ai lavori sociali».

La sua passione principale però è e rimane quella della coltivazione degli olivi. «È una pianta che mi ha stregato – confessa –, che mi ha sempre dato tante soddisfazioni, a differenza delle viti, che mi lasciano abbastanza indifferente. Un bicchiere di vino lo apprezzo e ho un minimo di cultura in materia – continua – ma certamente l’olio che produco è uno dei grandi interessi della mia vita. L’olivo è il simbolo della pace – conclude nonno Coren –, spero di poterlo lavorare ancora a lungo». Adesso per Silvestro Coren si apre il momento dei corsi e della preparazione per andare a dirigere il traffico davanti alle scuole del territorio comunale, ma non c’è dubbio che ce la farà anche stavolta. Per lui le sfide si possono solo vincere. —



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