Dai vestiti alle stoviglie vintage, tutti pazzi per la corsa al riciclo a Trieste

Contano decine di migliaia di iscritti anche a Trieste i gruppi nati in rete per ridare nuova vita a vecchi oggetti, scambiarli o donarli a chi ne ha bisogno

TRIESTE. Trieste ricicla. Abbigliamento, calzature, accessori, mobili, attrezzature sportive: tutto viene rimesso sul mercato, attraverso i social, e spesso in forma gratuita. L’obiettivo è non eliminare oggetti ancora funzionali e utili, offrendoli a chi magari ne ha bisogno.

Ha raggiungo quasi 7 mila utenti il gruppo “A me non serve più, chi lo vuole? Trieste”, una vivace vetrina su Facebook dove le parole d’ordine sono “non si vende e non si compra nulla”, si può soltanto regalare. E gli annunci sono tanti e chiamano in causa, come detto, un po’ di tutto: , vestiti e scarpe, giocattoli, libri, dvd, cd o vecchi vhs, e ancora stoviglie, decorazioni, bigiotteria o mobilio, spesso legato ad appartamenti che per vari motivi devono essere svuotati. Alle volte vengono donate intere stanze, camere da letto o soggiorni. Solo a chi, però, è in grado di ritirare tutto in forma autonoma e secondo tempi e modalità fissate dal proprietario.


Tra le persone iscritte anche tanti amanti del fai da te, che vogliono dare nuova vita a cose vecchie con fantasia e creatività. E non ci sono solo tanti annunci “offro”: si può anche inserire un di “cerco”, quando un utente punta a trovare qualcosa di cui ha necessità. In tal senso c’è anche chi, in difficoltà economiche, chiede un aiuto per arredare un’abitazione, vestiario e giocattoli nel caso si tratti di una famiglia con bambini o supporto per associazioni e onlus.

La generosità si dimostra anche donando attrezzature sanitarie o beni di prima necessità, quando la persona che le utilizzava non c’è più. È il caso ad esempio di prodotti e supporti per anziani. Poche e semplici le regole per partecipare, che vanno lette con attenzione prima di aderire.

Finalità simile anche per un altro movimento Facebook, che però promuove appuntamenti “dal vivo”. È la “Swap community Trieste e Gorizia”, fondata sul baratto. Swap infatti significa “scambiare”. «Questo gruppo – si legge - nasce con l’idea di creare una piccola comunità di persone interessate a partecipare ad eventi dove i presenti scambiano tra di loro beni che non utilizzano più (abiti, accessori, libri, oggetti per la casa, ecc)». E se a fine giornata qualcosa avanza, viene destinato a realtà del territorio che operano nel sociale. Per scoprire i prossimi appuntamenti, basta seguire la pagina social dedicata.

Supera le 6mila donne iscritte sempre su Facebook, infine, “Il piccolo bazar delle mamme di Trieste”: in questo caso è consentita anche la vendita, per tutto ciò che riguarda esclusivamente i bimbi o chi è in dolce attesa. «Nasce con l'intento – viene specificato - di dare la possibilità a tutte le mamme di Trieste e dintorni, di vendere, scambiare, regalare o cercare qualcosa che può tornare utile ai nostri piccoli o durante il periodo di gravidanza». Anche in questo caso lo strumento si rivela prezioso per un riciclo mirato e pratico.

Il record di utenti appartiene però a “Vendo Compro Scambio e Regalo a Trieste”, con oltre 13 mila persone. Anche qui regole chiare da seguire per chi partecipa e una lunga serie di oggetti, anche vintage, che spuntano da cantine e soffitte, alla ricerca di un nuovo proprietario.




 

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