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Palazzo Carciotti fa ritorno sul mercato: quarta asta, sempre a 14,9 milioni

Il Comune ci ha pensato dopo il caso Fleissner, decidendo di non passare alla trattativa privata. Quotazione confermata

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L’interno della cupola di palazzo Carciotti 

TRIESTE Oh no, su Palazzo Carciotti non si può. Come in un’antica pubblicità di prodotti orticoli in scatola, che aveva protagonista il gatto Silvestro. Un’illustre testimonianza neoclassica, come il grande edificio di Matteo Pertsch, deve avere un Comune che vende, perché deve realizzare, ma che vuole realizzare con la schiena ben dritta. Allora bando alle furbate e nuovo bando invece per cercare acquirenti più attendibili dello stiriano Gehrard Fleissner, che venerdì 25 ottobre aveva auto-ridotto - come negli anni ’70 - l’offerta inserendovi poco più di un decimo della cauzione richiesta. Da rammentare che quella di Fleissner era l’unica proposta approdata in piazza Unità.



Il Municipio si era preso una settimana di tempo per scegliere quale strada battere per cedere il Carciotti, poi ha emesso un verdetto in quattro punti: no alla trattativa privata, sì a una nuova asta che sarà lanciata prima di Natale, sì alla conferma del prezzo base a 14,9 milioni di euro, evidenza sulle linee-guida che governano il centro storico perché possono supportare l’investimento dell’auspicato acquirente.

Il segretario generale Santi Terranova e il direttore dell’Immobiliare Enrico Conte ne hanno discusso e sono giunti a questa decisione da condividere con l’esecutivo municipale. L’asta del 25 ottobre non era andata deserta, perché l’ingegnere di Graz aveva presentato un’offerta (la parte economica non era stata comunque aperta), alla quale difettava un’imprescindibile condizione, ovvero una cauzione pari a 1.490.000 euro. Andare a trattativa diretta, dopo quello che era successo, sarebbe stato di dubbia trasparenza e di dubbia efficacia: l’asticella del prezzo ribassata extra-asta avrebbe potuto rientrare nella tattica dell’interlocutore austriaco, evidentemente poco propenso a congelare in cauzione un milione e mezzo di euro.

E allora no, avanti sulla strada maestra dell’asta, del confronto con il mercato. Che sarà il quarto tentativo perseguito dal Comune per alienare uno dei pezzi pregiati della collezione immobiliare: finora la fortuna non ha arriso alla giunta Dipiazza, perché la quotazione è scesa dagli iniziali 22,7 milioni all’attuale, di quasi 7 milioni inferiore. Tra gli operatori del settore triestini il Carciotti è ritenuta una preda affascinante ma assai impegnativa: i costi di riconversione ammonterebbero a non meno di 30 milioni di euro, trattandosi di un cantiere complicato sia per la ultra-bicentenaria statica su palizzata che per i molti vincoli tutori sottolineati dalla Soprintendenza. Nel post-Fleissner si sarebbero appalesati imprenditori ungheresi, ma, dato il precedente, vige prudenza.

Fleissner pensava in grande, ma qualcuno ha fatto chiaramente intendere che pensava troppo in grande visto il suo curriculum. Voleva fare un albergo “5 stelle” dotato di un ampio garage subacqueo, si è parlato - senza smentita - di un investimento da 100 milioni. Cui è mancato un chip da 1,5. —


 

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