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Apre la camminata lungo il Valentinis, dragaggi al decollo entro fine anno

Il tratto riaperto della passeggiata consegnato a grezzo per economie di lavoro (Bonaventura)

Bulfon (Csem): «Sui fanghi il Ministero chiarisce: da trattare come rifiuto normale, non serve autorizzazione ambientale»

MONFALCONE In principio fu lo scirocco a mandare ko, con una forte mareggiata, la banchina lungo il canale Valentinis. E in una sorta di circolarità, ieri, è stato lo scirocco a salutare il ripristino della passeggiata praticata dai monfalconesi per svago o sport, ora restituita a nuova agibilità con l’apertura dell’accesso al pubblico. Era infatti la notte a cavallo tra il 19 e il 20 agosto 2017 quando franarono in un sol colpo 200 metri di banchina aprendo due “faglie” e una pericolosa inclinazione della pista in cemento. Oltre due anni dopo, passando per indagini sulla presenza di residuati bellici e altre scartoffie, il percorso ha visto ieri il taglio del nastro alla presenza anche del vicegovernatore Riccardo Riccardi e del direttore della Protezione civile Amedeo Aristei.
 

Ma a margine dell’inaugurazione il direttore del Csem, Cesare Bulfon, ha portato in dote un’altra ottima notizia: «Quindici giorni fa ci è giunta comunicazione dal Ministero che è stata riconosciuta come corretta l’interpretazione della Regione sulla natura dei fanghi da rimuovere per il dragaggio da 90 mila metri cubiti al Valentinis». «Per questo motivo – sempre Bulfon – non si renderà necessaria l’autorizzazione ambientale, ma potremo conferire, dopo prelievo e trasporto su automezzo, il materiale non pericoloso all’impianto di trattamento dei fanghi al Lisert».

Come riferito dal vertice Csem era stata tempo addietro la Capitaneria di porto, ieri presente alla cerimonia con il nuovo comandante Giovanni Nicosia, a sollevare l’interrogativo sui fanghi. Né dovrebbero richiedersi indagini su eventuali ordigni in acqua perché, sebbene risalente al 1958, quando però i fondali erano profondi quattro metri e non tre (il livello che dovrebbe raggiungere questo nuovo escavo), il Consorzio detiene già certificazioni che attestano l’assenza di bombe, munizioni, mine o altro. Così, espletata ormai la gara, «l’intervento potrà partire entro l’anno per un fine lavori ai primi mesi del 2020».


Tornando alla passeggiata, come peraltro già annunciato ad agosto, la ditta Bertolo srl che ha svolto la messa in sicurezza sotto la regia della Protezione civile, erogatrice dei fondi, ha consegnato la sistemazione del suolo calpestabile al grezzo. Questo perché l’ente ha già in previsione l’imminente partenza del restyling dell’intero tratto e ha preferito dare mandato di non procedere all’asfaltatura col rischio, di lì a poco, di dover nuovamente mettere mano all’area, pure in un’ottica di economia della risorse. La parte a mare è stata definita da un cordolo, mentre a terra si è predisposto un ghiaino arancione. Quanto all’inserimento degli ormeggi per le 22 barche spostate a causa dell’interdizione, come spiegato dal presidente del circolo nautico Valentinis Massimo Bruno, ci vorrà ancora qualche tempo («ma cercheremo di essere celeri») per l’intervento, a cura del sodalizio.

«Nostro compito – ha commentato Riccardi – è prendere decisioni, intervenire velocemente e garantire la sicurezza dei cittadini in sinergia con le amministrazioni. La riapertura della banchina del Valentinis è la prova che abbiamo fatto il nostro dovere grazie anche alla Protezione civile». «Con il suo prezioso supporto – ha concluso – abbiamo saputo affrontare i danni causati dal maltempo e, in soli cinque mesi, abbiamo avviato 600 interventi per 160 milioni di euro». Soddisfatta Cisint: «Sembrano operazioni semplici, ma non lo sono: richiedono tanti progetti e indagini che vanno acquisite ogniqualvolta ci si muove sull’acqua». Tra i presenti anche l’assessore Francesco Volante, il consigliere Giuseppe Nicoli e il vicequestore Stefano Simonelli. –




 

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