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Trieste bastione del Made in Italy in Cina: patto tra porto e colosso Cccc sull’export

Il summit a Shanghai fra il ministro Di Maio e il suo omologo cinese, il ministro degli Esteri Wang Yi

Il numero uno dell’Auhority Zeno D’Agostino firma oggi l’intesa a Shanghai: lo scalo giuliano collegato a Nanchino e Canton

TRIESTE L’ufficialità arriverà solo oggi ma, nel corso della visita in Cina del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, l’Autorità portuale di Trieste siglerà con China Communications and Construction Company l’intesa riguardante l’export di prodotti made in Italy nel Far East. Il presidente Zeno D’Agostino è partito alla volta del Dragone e a Shanghai sbloccherà il primo dei tre punti del memorandum firmato a Roma il 23 marzo, battendo un colpo dopo il rallentamento delle relazioni italo-cinesi verificatosi nei mesi successivi.



Le indiscrezioni delle scorse settimane sono confermate, anche se con alcune differenze rispetto a quanto emerso finora. Authority e Cccc hanno individuato due terminal terrestri a Nanchino e Canton: sono questi gli sbocchi di una catena logistica che partirà via mare da Trieste e che dovrebbe approdare nello scalo cinese di Ningbo, distante rispettivamente 400 e 1.400 chilometri dai due interporti e già collegato con l’Alto Adriatico da alcune linee marittime. La distribuzione dei prodotti italiani – a cominciare dall’enogastronomia – avverrà attraverso la rete commerciale di Cccc, mentre per ora non decollano gli accordi con Suning, che pure nei mesi scorsi ha avuto incontri in Italia e in Cina con i vertici dell’Autorità portuale.



D’Agostino non può ancora esporsi e al telefono si limita a un commento laconico: «Siamo qui per portare avanti il progetto in Cina». La firma sarà apposta a Shangai, alla presenza di Di Maio. Avrebbe dovuto esserci anche il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, bloccato tuttavia in Italia dalla crisi conclamata dell’Ilva di Taranto. Complice un quadro geopolitico non favorevole allo sbarco di capitali cinesi in Europa, dopo l’irrigidimento dei rapporti Usa-Cina, le parti si limiteranno all’intesa sull’export e rinvieranno le intese sui punti del memorandum relativi al contributo cinese al raddoppio ferroviario del porto di Trieste e alla partecipazione dell’Autorità nello sviluppo dell’interporto slovacco di Košice.



Di Maio ha spiegato che la missione serve a dare una scossa ad «accordi fermi da tempo», ma anche a mettere mano «a nuovi accordi che saranno chiusi tra fine 2019 e inizio 2020 per esportare nuovi prodotti». L’occasione è fornita dalla visita alla seconda edizione del China International Import Expo di Shanghai. Fra le nuove intese, il ministro grillino ha citato quelle riguardanti le carni bovine e il riso, il cui valore ammonta rispettivamente a «300 milioni di euro» e «diverse decine di milioni».



Incontrando il suo omologo Wang Yi, Di Maio ha sollecitato l’apertura cinese al made in Italy e sottolineato che nel 2020 si celebreranno i cinquant’anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche fra Roma e Pechino. «In tutto il mondo si parla di made in Italy – ha evidenziato il responsabile della Farnesina – e siamo qui per sostenere la nostra industria e i nostri ingegni. Ci lavoreremo per tutto il 2020, anno in cui ci sarà la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 2020 è l’anno in cui raccoglieremo i frutti della Belt and Road Initiative». Nella mezz’ora di incontro bilaterale con Wang, Di Maio ha tuttavia evitato prese di posizione esplicite sullo sviluppo dei progetti infrastrutturali della Via della seta, evitando riferimenti allo sviluppo di piani nel settore del 5G e auspicando una veloce intesa fra Washington e Pechino, perché «le tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina non aiutano il mercato internazionale e le nostre imprese».

In serata il ministro è stato invitato alla cena organizzata al Fairmont Peace Hotel dal presidente cinese Xi Jinping: uno strappo al protocollo, visto che l’incontro era riservato ai capi di Stato e di governo. Oggi Di Maio parteciperà alla cerimonia di apertura dell’Expo, incontrerà il ministro del Commercio Zhong Shan e vedrà infine il presidente dell’Inter Stephen Zang, figlio del timoniere del gruppo Suning. All’Expo è confermata la visita di Xi Jinping allo stand italiano, dove sono rappresentate 160 aziende. —


 

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