Redipuglia, pronto a marzo il Sacrario restaurato

Ripulite le piastre con i nomi dei Caduti. Gli addetti sono al lavoro sul ventesimo dei 22 gradoni. Sarà risistemata anche la trincea ai piedi della scalinata

REDIPUGLIA. Saranno completati tra febbraio e marzo 2020 i corposi lavori di restauro che dall’estate del 2018 interessano il Sacrario di Redipuglia. Un impegno non da poco per Onorcaduti e per l’associazione temporanea di impresa, guidata dall’Italiana Costruzioni spa e alla quale partecipa anche la Fratelli Navarra, che si è aggiudicata un appalto da oltre 7 milioni di euro.

Al momento le maestranze stanno effettuando il rimontaggio del ventesimo gradone, sui complessivi 22, e si stanno sabbiando le ultime delle 4.989 piastre bronzee che proteggono i resti di 40 mila soldati noti. Si lavora anche sui manufatti in cemento, sulle rifiniture in marmo e sulle trincee che si trovano alla base del Sacrario. Il tutto sotto l’occhio attento del direttore, tenente colonnello Norbert Zorzitto, del direttore dei lavori, tenente colonnello Nicola Stalteri e del responsabile di commessa, ingegner Silvio Songini.


È un lavoro lungo, delicato e improntato alla massima cura e professionalità quello che permetterà, entro i primi mesi del 2020, di completare i lavori di restauro conservativo del monumento, inaugurato nel 1938. La complessità è evidente, e non solo per il fatto che si lavora su una superficie di 34 mila metri quadrati. A oltre ottant’anni dalla sua inaugurazione, il Sacrario mostra i segni del tempo. Sono stati eseguiti lavori su delle superfici molto delicate, gli operai hanno dovuto affrontare pendenze importanti per raggiungere i gradoni e, ancora, sono stati rivisti i sistemi di ancoraggio delle lastre che, ovviamente, hanno dovuto ottenere le necessarie autorizzazioni.

Si tratta di un restauro che non modifica l’aspetto e le caratteristiche che oltre 80 anni di storia hanno dato al monumento, ma cristallizza lo stato di fatto, in modo che non aumentino i problemi ed il degrado. Sulla pietra e sulle lastre di bronzo che riportano i nomi dei caduti, ma anche sulla scritta “Presente” che si ripete per ben 800 volte, si interviene con pulitura a sabbiatura e in qualche tratto anche con idropulitura. Le piastre vengono tolte una a una e in due capannoni allestiti nella zona di cantiere, vengono pulite, sistemate con riparazione di eventuali crepe, patinate e cerate.

Contestualmente si interviene anche sulle parti in cemento. Prima della consegna del lavoro finito verranno anche realizzati i lavori di recupero della trincea che corre ai piedi del Sacrario, mentre resta in stand by il nuovo sistema di illuminazione. Tutto ciò in attesa di un nuovo progetto che possa dare ancora maggior “appeal” al monumento. E, ancora, nelle prossima settimane, potrà essere definita anche la gara d’appalto per il restauro di “Casa Terza Armata”. Costo dell’opera 5 milioni d euro. Domani la cerimonia del 4 Novembre.

E un appello viene lanciato dal consigliere regionale dem Diego Moretti. «In questi giorni – ha detto - ho inviato al direttore dell’ufficio scolastico regionale e ai dirigenti scolastici dell’Isontino una lettera nella quale vi sia la massima partecipazione possibile di insegnanti e studenti alla cerimonia di Redipuglia. Nessuna voglia di celebrare la “vittoria” di una guerra che ha significato morti e sofferenze per centinaia di migliaia di famiglie italiane e del nostro territorio, ma la volontà di ribadire che la pace è un valore inestimabile, che va ribadito quotidianamente nell’azione di tutti i giorni. Questo, e non altro, il significato della presenza sui gradoni di Redipuglia. L’auspicio è che domani la gente sia tanta».
 

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