Gli 80 anni del maestro Valentino Klanjšček «uomo di comunione»



Anima della comunità, cultore di musica e della cultura slovena, animatore e maestro di più cori, ma soprattutto, «uomo di comunione e di relazioni fraterne», come lo definisce con stima don Maurizio Qualizza.


Questo è il maestro Valentino Klanjšček, che ha compiuto 80 anni e a cui è stata dedicata una grande festa. La chiesetta di Giasbana non è riuscita a contenere una piccola folla. Il pomeriggio si è aperto con la messa solenne celebrata dal parroco don Marijan Markežič e concelebrata dallo stesso don Maurizio. I momenti salienti dell’Eucarestia sono stati accompagnati con bravura dal coro parrocchiale di Peuma/Jasbina, diretti dal maestro Valentino, all’organo don Federico Mirko Butkovič.

Il maestro, anche nel giorno della “sua” festa, non si è sottratto all’impegno di dirigere, cantare e condurre i suoi coristi: una missione, ricorda don Qualizza, «che porta avanti da quando aveva 16 anni, allora sotto lo sguardo del maestro Mirko Filej. Quanta strada in 80 anni ha fatto il maestro Zdravko, innumerevoli prove, esecuzioni, concerti, ma soprattutto accompagnamento liturgico e sacro. Davvero ha tradotto la fede in canto, riuscendo a toccare le corde del cuore e a far pregare». Al termine della messa, dopo il solenne Te Deum, alcuni rappresentanti dei “suoi” cori hanno voluto offrire omaggi al festeggiato e, per ultimo, don Marjan ha letto la benedizione di Papa Francesco giunta per l’occasione.

Commosso fino alle lacrime, Zdravko Klanjšček ha ringraziato, prima in sloveno e poi in italiano, dicendo che ciò che lui ha cercato di perseguire sempre nella sua vita «è l’amicizia, l’incontro tra i nostri popoli vicini, il volere la fraternità e la pace». Di questo si è fatto anche attento e discreto protagonista negli ultimi anni nel “Maggio musicale” al Preval, chiesa che frequentava da bambino e che gli è rimasta nel cuore.

È seguita ancora l’esecuzione di due canti da parte del coro maschile Mirko Filej di Gorizia, sempre sotto la direzione del maestro che alla fine ha invitato tutti a una tavolata conviviale di fraternità nella vicina azienda Gradis’ciutta dove oltre duecento persone hanno continuato a festeggiarlo a suon di fisarmonica e canti corali, mentre il Collio scompariva forse tra gli ultimi bagliori quasi estivi. «Davvero una festa meritata carissimo maestro per la tua testimonianza di vita e di servizio, per l’umanità che sai sempre trasmettere», conclude don Maurizio. —



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