Rapiti dalle macchine volanti duecento studenti alla mostra

Anche i bimbi della primaria di Farra all’esposizione “Da Leonardo alle  Frecce Tricolori”. Tanti documenti e pezzi unici. Sarà visitabile per un mese



La mostra “Macchine Volanti. Da Leonardo alle Frecce Tricolori” e il Villaggio del volo allestito in piazza della Repubblica ieri ha attirato circa 200 tra studenti delle superiori e bambini della scuola primaria di Farra d’Isonzo, venuti in città proprio per godersi l’esposizione accompagnati dalle loro maestre.


Nella Galleria comunale d’Arte contemporanea, dov’è allestito l’evento espositivo curato dal direttore della Fondazione Franco Bardelli Mauro Martinenzi e da Susanna Ognibene e realizzata dal Consorzio culturale del Monfalconese e dal Comune con il contributo della Regione, hanno ammirato cimeli, come giubbotto e copricapo di un pilota della Prima guerra mondiale, e documenti eccezionali. Come le fotografie del Fondo Cividini conservate dal Consorzio comunale del Monfalconese a raccontare l’epopea degli idrovolanti costruiti nel cantiere navale di Panzano, ma anche il filmato fornito dal Museo storico dell’aeronautica militare di Vigna di Valle in cui si può vedere uno dei Cant al decollo nello specchio d’acqua del golfo di Panzano, parallelo alla foce dell’Isonzo. Nel filmato compaiono anche piloti e tecnici vicini agli hangar che esistevano nello stabilimento fino alla loro distruzione durante la seconda Guerra mondiale.

Nello spazio dedicato solo alle Frecce tricolori compaiono pure documenti inediti e un seggiolino di uno dei velivoli utilizzati dalla Pattuglia acrobatica nazionale che a Monfalcone, per il secondo anno consecutivo, ha portato in piazza un MB-339. Divenuto ieri presto la star della manifestazione, vista la possibilità di salire nell’abitacolo e di capirne, per sommi capi, il funzionamento grazie al personale tecnico delle Frecce a disposizione dei visitatori fino alla giornata di domenica inclusa. In piazza, comunque, ha attirato l’attenzione dei più piccoli, e non solo, anche lo Storch costruito dall’azienda Fly Synthesis che ha sede a Mortegliano. Di proprietà dell’Isis Malignani di Udine, l’ultraleggero è gestito dalla scuola di volo Fly&Joy che, grazie a una convenzione con l’istituto, permette a tutti gli studenti dello stesso di volare a motore e su aliante. Sono stati proprio i ragazzi del Malignani ieri a spiegare le caratteristiche del velivolo e la loro attività. In piazza, comunque, si sono trovati in compagnia di Elifriulia e Trieste Airport, oltre che Fly Synthesis e Aeronautica militare. Doveva esserci anche la Pipistrel, che però non ha potuto partecipare, come ha spiegato ieri il presidente dell’Associazione arma aeronautica, colonnello Rino Romano. Villaggio del volo e mostra riescono in ogni caso a restituire la misura di un territorio che già dall’inizio del Novecento ha dato molto alla crescita dell’aviazione italiana. Una storia che il Consorzio culturale del Monfalconese vuole recuperare per raccontarla, in un futuro, in modo organico e, magari, in spazi dedicati.

La mostra, che rimarrà aperta fino al 24 novembre e sarà affiancata da una serie di incontri di approfondimento e da un catalogo, garantisce comunque uno sguardo sull’intera storia del volo, dagli albori alle prime progettazioni di macchine alate, da Leonardo in poi, per arrivare alla conquista dello spazio. —



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